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Z (15)
Zak Jan
Zambarbieri Alberto
Zambarbieri Angelo
Zambarbieri Giuseppe
Zanatta Mario
Zanatta Umberto
Zanella Saverio
Zani Luigi
Zanichelli Nino Giuseppe
Zanocchi Giuseppe
Zebri Guido
Zuchegna Lorenzo
Zuchegna Vincenzo
Zuliani Valentino
Zumbo Vincenzo |
Sac. Guido ZEBRIDeceduto all’ospedale
Villa San Pietro – Roma, il 4 aprile 2004, a 85 anni d’età, 68 di
Professione religiosa e 60 di sacerdozio.
Da qualche settimana era
ricoverato all’ospedale sulla Via Cassia per problemi cardiocircolatori
con serena adesione alla volontà divina, pur nella sofferenza, accettata
e offerta a Dio per l’ormai prossima canonizzazione di Don Orione, dal
quale ricevette il santo abito dei figli della Divina Provvidenza nel
lontano 28 agosto 1931.
Quarto di sette figli di
Cesare e Taldo Margherita, Guido nacque a Gaggio Montano (Bologna), il
15 maggio 1918 e fu battezzato lo stesso giorno e cresimato il 26 luglio
1925, da Mons. Nasalli Rocca. Di famiglia contadina, povera ma onesta e
fiduciosa nella Divina Provvidenza. Dopo le scuole elementari,
manifestando segni di vocazione religiosa e desiderio di studiare,
nonostante la povertà, il suo parroco Don Oreste Marchi, che conosceva
la Congregazione e la sua attività a favore delle vocazioni povere, lo
indirizzò a Don Orione.
Accolto al Paterno di
Tortona da Don Carlo Sterpi, il 10 settembre 1930, fece il ginnasio a
San Bernardino e a Montebello, fu pronto per il noviziato a Villa Moffa
di Bra (Cuneo) (’34-’35). Professò davanti a Don Sterpi nella festa
dell’Assunta ’35. Fatta la filosofia a Tortona (’35-’37), fu inviato a
Roma, all’Istituto Divin Salvatore di Via Sette Sale per il corso
teologico presso la “Gregoriana”, interrotto da tre anni di tirocinio,
assistente e insegnante ai probandi di Velletri, e consegue la licenza
in Teologia (’37-’44). Si fortificò nella vocazione con la Professione
perpetua (25 ottobre 1942), l’ordine diaconale (19 giugno 1943) e il
Presbiterato, ricevuto a Roma, nella festa di Cristo Re (31 ottobre
1943). Dopo gli studi, dal ’44 al ’46 fu incaricato dei probandi di
Velletri, indi economo e insegnante nel collegio di Patrica (Frosinone),
fino al ’53. Dal ’53 al ’64 lavorò come economo e responsabile delle
officine e scuole di addestramento professionale all’istituto per orfani
di Roma Monte Mario, ricoprendo anche la carica di vicario della
comunità negli ultimi tre anni. Don Guido fu poi nominato direttore e
parroco a Messina, prodigandosi con zelo al bene dei fedeli, ricordando
l’eroismo che ivi profuse il Beato Fondatore nel terremoto del 1908. Vi
rimase fino al ’72. Richiamato a Roma, ebbe la direzione dell’istituto
per mutilatini in Via della Camilluccia 112, ma l’anno successivo, per
la fiducia dei superiori e dei confratelli divenne Direttore della
Provincia romana “SS. Apostoli Pietro e Paolo” sforzandosi di farla
crescere nella concordia fraterna e nella fedeltà al carisma orionino
che il Concilio Vaticano II aiutava a riscoprire e attualizzare. Nel
’79, dopo il governo provinciale, fu destinato al Centro Don Orione di
Monte Mario a Roma, prima come vicario ed economo, fino al 1987, poi
collaborando nel ministero sacerdotale sia nel Centro che nella vicina
parrocchia, ma soprattutto col buon esempio, accettando e offrendo a Dio
la nuova condizione d’infermo, conseguente alla grave paralisi post
infarto che l’aveva colpito.
Gli fu di conforto e
incoraggiamento la frase che Don Orione gli disse poco dopo la sua prima
professione: “Fai del bene, sempre!”. Ricordando l’incontro in occasione
del suo 60° di ordinazione, dirà: “Capii subito di aver fatto la scelta
giusta, perché quello era il cammino indicato dal Signore per noi tutti,
e se io potessi, rifarei la stessa scelta, senza esitare.”. Ebbe la
gioia di festeggiare la giornata del malato col Papa nell’Anno Santo
2000 e il suo 60° di sacerdozio nel 2003, ripetendo spesso il “Deo
Gratias!” tanto caro a S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, che esprimeva
la bontà di Dio e il dovere della nostra gratitudine per il bene
ricevuto e quello che, col suo aiuto, riusciamo a fare.
Si preparò nella
preghiera e nel raccoglimento all’attesa del “Dio solo”, scopo e
traguardo della santità, nella speranza di goderlo in Paradiso. I
funerali si svolsero il 5 aprile nella parrocchia “Mater Dei” a Roma, e
il giorno successivo a Gaggio Montano (Bologna), con tumulazione nella
tomba di famiglia.
(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia") |