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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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G (74) |
da Vestone (Brescia), morto a Salò (Brescia) il 14 aprile 1967, a 43 anni di età, 25 di Professione e 14 di Sacerdozio. Riposa nel cimitero di Botticino Sera (BS) ... Sono quasi due mesi e mi sembra ieri quando, viaggiando nella notte da Roma, ero arrivato la mattina del 14 aprile a Botticino ed avevo chiesto, all'aspirante venuto ad aprirmi il cancello, se facevo ancora in tempo per la S. Messa della Comunità... Avrei celebrato e detto una parola a quei bravi apostolini — così pensavo tra me — e poi col caro don Masiero saremmo andati a Salò a trovare don Gamberini. « II Direttore è appena uscito - mi rispose quel ragazzetto con ansia — perché hanno telefonato dall'ospedale che don Gamberini sta male »... Sono corso anch'io, ma non ho avuto il conforto di trovarlo in vita: un collasso cardiaco lo aveva improvvisamente schiantato. Oh, lo spasimo di quel venerdì che doveva essere di tanto dolore per i confratelli di Botticino, per i ragazzi, per le buone suore, per il fratello Bruno, e fu anche per tutti di serena accettazione della volontà di Dio, pur in una così grande prova. Come non pensare che don Alberto - tornato a Dio - aveva voluto darci subito un segno della sua inesauribile carità propiziandoci lui la forza di volere e di amare quello che il Signore aveva voluto? — Quanta pace nella S. Messa concelebrata dopo la composizione della salma! E poi nel lungo pregare accanto a lui, mentre gli occhi non sapevano staccarsi da quel volto buono, tanto espressivo e dolce anche nella morte; e ancora durante i funerali — di una singolare solennità e bellezza — nella chiesa parrocchiale di Botticino e nel camposanto, quando - pur nella indicibile mestizia del distacco - salendo la scalinata verso la cappella che domina il cimitero (dov'è la tomba dei parroci, messa tanto generosamente a disposizione dal caro Arciprete) ci sembrava quasi di portare il nostro don Alberto non alla sepoltura ma in una chiesa... Non sto a ripetere quanto di questo esemplare nostro fratello è stato detto, e così bene, sul bollettino della Piccola Opera, né posso indulgere ai desiderio del cuore che porterebbe a rievocare memorie, tutte tanto edificanti, degli incontri a Tortona (specie alla Casa Madre nelle settimane in cui, chierico di teologia, assisteva con filiale pietà il venerato Don Sterpi infermo, raccogliendone devotamente ogni parola ed ogni gesto), a Milano, a Botticino, soprattutto, dove, per lui, si respirava un clima di incantevole carità e ogni incontro era sempre motivo di consolazione. Non posso dilungarmi. Devo però ringraziare, e lo faccio anche di qui, per le testimonianze così affettuose rese alla sua memoria, oltreché dai nostri confratelli ed apostolini, da parte dei .tanti e tanti sacerdoti ed amici del bresciano che sono accorsi accanto alla sua salma. dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generale" Una vita offerta per le Vocazioni
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