Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

S (77)

 

Sabatini Nestor Pedro

Sabatino Pasquale

Sacarelo Berro Hector

Salcedo Navarro Miguel

Salgaro Mario

Salmeri Jose Norberto

Salmistraro Mario

Samiec Marian

Sandoval Diego Antonio

Sanguin Bruno

Sanpaolesi Giuseppe

Santella Fausto

Santiago Fontan Jose

Santilli Ettore

Saran Italo

Sarti Secondo

Sartini Riccardo

Sarto Alfredo

Sassi Giovanni

Sauque Juan Adolfo

Sbrilli Goffredo

Scalco Giovanni

Scamuzzi Carlo

Scavone Giacinto

Schiappacassa Alfredo

Schiavini Mario

Schiro Modesto

Sciaccaluga Enrico

Sciamlian Pierre

Scipioni Giovanni

Scoccia Giovanni

Scopelliti Giovanni

Scordo Carmelo

Scovenna Luigi

Secchiaroli Umberto

Secco Camillo

Segalerba Mario

Serafin Dionisio

Serafini Francesco

Serra Carlo

Serra Giovanni

Serra Giuseppe

Serri Silvio

Sersanti Mario

Sfoggia Mario

Sieminski Waclaw

Silva Vittoriano

Silva Wenceslao

Silvano Giacomo

Silvestro Giovanni

Silvi Geniale

Simionato Giovanni

Simioni Antonio

Simonelli Attilio

Simoni Lorenzo

Sindona Antonio

Siviero Giovanni

Siwek Jan

Skoczek Wladyslaw

Soavi Antonio

Sonaglia Delfino

Sordini Pietro

Sordo Evaristo

Sowa Jacub

Sparpaglione Domenico

Staniucha Jan

Sterpi Carlo

Svagr Giovanni Nepomuceno

Swiderski Stanislaw

Szal Antonio

Szczygiel Ludwik

Szol Jan

Sztuczko Henry Joseph

Sztuczko Thaddeus

Szulczewski Robert

Szyca Jozef

Szymkus Mariano

   Sac. Giacinto SCAVONE

   Da Agira (Enna), morto a Morada Nova (Brasile) il 5 novembre 1978 a 63 anni di età, 40 di Professione e 30 di Sacerdozio.

   Entrato diciottenne presso l'Istituto S.Antonio di Reggio Calabria nel 1933, passava a Tortona nel gruppo particolarmente caro a Don Orione, dei «carissimi», gli aspiranti che studiavano e lavoravano.

Era divenuto sacerdote il 29 giugno 1948 nel Santuario della Madonna della Guardia, dove tre anni fa aveva avuto il conforto di celebrare la sua Messa d'argento.

Dal 1949 al 1960 si prodigò in Brasile: a Rio de Janeiro, a Belo Horizonte, ad Ouro Branco e nella poverissima parrocchia di Morada Nova. Tornato in Italia per essere vicino alla mamma e alla sorella gravemente inferme, vi rimase un decennio lavorando, con la consueta generosità e giovialità, nelle case di Messina, Noto, Palermo e Paterno.

Dopo la morte della mamma e della sorella, chiese nel 1973 di rientrare in Brasile, terra da lui tanto amata, e dal 1975 era nuovamente responsabile della parrocchia N S. di Loreto a Morada Nova, fra buona ed umile gente che aveva salutato il suo ritorno come una benedizione.

Religioso fedele e zelante, affezionato come pochi ai Servi di Dio Don Orione e Don Sterpi, ha meritato di morire d'in piedi come il venerabile Fondatore. La domenica 5 novembre solennità liturgica, in Brasile, di Tutti i Santi aveva celebrato la Messa festiva e, nella omelia, aveva richiamato il dovere di vivere santamente per essere pronti all'incontro con il Signore nell'ora della morte. (Il tema della morte gli era abituale e ultimamente vi accennava con particolare frequenza). Sul mezzogiorno disse di sentirsi meno bene, ed assaggiò appena il cibo che gli era stato preparato. Si era ritirato per un po' di riposo, quando, colpito da violento infarto, tornava improvvisamente al Signore, senza che i parrocchiani, subito accorsi, potessero fare nulla per lui, se non affidarlo alla Madonna di Loreto, dì cui era tanto devoto. La Congregazione ha perduto in Padre Giacinto uno dei confratelli migliori.

Atti e comunicazioni della Curia Generale