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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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S (77)
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da Selva di Volpago (Treviso), morto a Treviso il 18 ottobre 1959 a 45 anni di età, 28 di professione e 20 di sacerdozio. Nacque a Selva di Volpago (Treviso) il 18 aprile 1914 e, ottenuta la licenza elementare, fu accolto a Tortona il 12 agosto 1928. Compì regolarmente gli studi ginnasiali e liceali e, presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma nel 1939, conseguì la Licenza in S.Teologia. In questo periodo, nei mesi estivi, fu assistente presso diversi nostri Istituti e Probandati, dimostrando un ardente desiderio di far del bene e grande zelo per la salvezza della gioventù più povera ed abbandonata. Il suo impegno educativo trovava conforto e fondamento in una sentita pietà, che lo teneva sempre alla presenza di Dio e diligentissimo nei suoi doveri. Di carattere sereno manteneva sempre un volto sorridente e l'animo disposto ad ascoltare i suoi alunni. Emise la Prima Professione il 15-8-31. Fu ordinato sacerdote in Roma il giorno 8 aprile 1939 e, dopo circa un anno trascorso quale assistente alla Casa di Colle Giorgi in Velletri, fu assegnato dopo un periodo trascorso quale Direttore a Grotte di Castro, alla Parrocchia di Ognissanti in Roma, ove maggiormente rifulse per il suo zelo apostolico e fu da tutti i parrocchiani ricambiato da molta stima e devozione. Nel 1950, mandato ad Arnesano, quale Direttore dell'Oratorio Don Orione, seppe dare, con l'aiuto di Dio, sviluppo a quest'opera, tanto che accolse tutta la gioventù del paese. Il suo tratto sempre molto educato, il suo parlare persuasivo, furono efficaci mezzi, benedicendo Dio, per elevare moralmente e spiritualmente i suoi giovani e per animarli allo studio ed alla pratica delle massime religiose, Per diversi anni l'Associazione giovanile di A.C. vinse le gare diocesane e nazionali di cultura religiosa. Per un breve periodo ritornò direttore del Probandato di Grotte di Castro, ma. per motivi di salute, i Superiori lo rimandarono ad Arnesano. Fu a Roma per alcuni mesi, presso la Curia Generalizia, dovendosi sottoporre ad una cura medica, ch'egli sopportò con tanta rassegnazione e con animo sempre ilare. Del male che lo afflisse s'era abbastanza rimesso e non lasciava passare occasione senza esprimere il più sincero ringraziamento ai Superiori che avevano avuto per lui tanta premura e tanta cura. Prima di tornare ad Arnesano, chiese ed ottenne il permesso di recarsi in famiglia a Selva di Montello. non solo per rivedere i suoi parenti, ma anche per regolare alcune questioni testamentarie. (dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia") "La Piccola Opera della Divina Provvidenza" gennaio - febbraio 1960 pag. 26 27
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