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Sac. Luigi Scovenna
da Staghiglione (Pavia), morto a Fumo di Corvino San
Quirico (Pavia) il 15 febbraio 1986, a 75 anni di età, 56 di professione e 45
di sacerdozio.
Da circa due
anni si trovava a Fumo (Pavia), superiore della piccola comunità orionina,
che ha la cura, oltre che della Casa di riposo, del bel Santuario della
Madonna di Caravaggio e dell'Oratorio giovanile Don Orione.
E' morto
all'ombra del Santuario, proprio il primo dei 15 sabati in preparazione alla
festa della Madonna di Caravaggio (26 maggio). Attorno a lui si è raccolta in
preghiera di suffragio la popolazione del luogo che, nel breve tempo da che
era giunto in mezzo a loro, aveva già nutrito una stima affettuosa e un vivo
riconoscimento delle virtù cristiane e religiose che ne abbellivano l'anima e
la missione sacerdotale. Ha officiato la liturgia funebre il Vescovo
diocesano di Tortona Mons. Bongianino, concelebranti Don Masiero, Consigliere
generale dell'Opera, il Direttore provinciale Don Bai, con alcune decine di
sacerdoti diocesani e di Congregazione, presenti il parroco Don Dante Rossi,
il Sindaco di Corvino, in rappresentanza dell'amministrazione, e molte
Piccole Suore Missionarie della Carità e fedeli. All'omelia Mons. Vescovo ha
tracciato un breve profilo del defunto, evidenziandone soprattutto la fede
profonda, la fedeltà allo spirito di Don Orione, la divozione alla Madonna e
la squisita sensibilità umana, che gli aveva acquistato l'amicizia dei
sacerdoti della zona, da lui sempre ricevuti con fraterna accoglienza in
occasione delle loro riunioni pastorali. Mons. Vescovo ha pure ricordato che
Don Scovenna portava sempre nel suo portafoglio un'immagine donatagli da Don
Orione sulla quale il Beato aveva scritto di suo pugno: «Caro Scovenna,
sii devoto della Santa Madonna come voleva il beato Don Bosco. - Villa Moffa,
16 - 5 - 1930 ».
La morte ha
colto di sorpresa Confratelli e amici del caro sacerdote, tanto è stato
repentino e insidioso il male che ce lo ha rapito.
Era nato a Staghiglione (Pavia) il 6 agosto 1911 da buona
famiglia contadina, che già aveva dato all'Opera della Divina Provvidenza
l'indimenticabile Don Roberto Risi, uno dei primi e più stretti collaboratori
di Don Orione e Don Sterpi; Don Luigi ne era nipote per parte di madre, come
il suo cugino venuto in Congregazione insieme a lui, Don Giuseppe Risi lo era
per parte di padre. Ricevuto al Convitto Paterno da Don Orione il 15 ottobre
1928, avendo già fatto l'istituto tecnico al Dante Alighieri (1923 - '27)
completò il ginnasio e nel 1929 - '30 fu a Villa Moffa, sotto la guida di Don
Cremaschi, per il noviziato al termine del quale il 6 ottobre 1930 potè
pronunciare la prima professione religiosa, coronata poi da quella perpetua,
la festa della Madonna Assunta, a Montebello nel 1934. Frequentò regolarmente
i corsi di filosofia (1930 - '33) e la teologia (1936 - '40), quale alunno
del seminario vescovile di Tortona, intramezzandoli, secondo le regole
dell'Istituto, con il tirocinio quale assistente dei giovani nel Convitto San
Romolo di Sanremo. Il 2 giugno 1940 era ordinato sacerdote, passando poi
all'istituto Don Orione, appena inaugurato, di Alessandria (1940 - 1952),
consigliere ed economo; poi direttore a Fubine (Alessandria) {1952 - 1958), a
Vigevano (1958 - 1961), a Vicenza, nell'Istituto San Domenico (1961 - 1968),
per poi ritornare ad Alessandria, dove trascorse circa 15 anni, fino a quando
l'obbedienza lo fece passare a Fumo (Pavia) nel 1984. Sereno e lieto di una
gioia non chiassosa, laborioso e attento ai suoi impegni e doveri, Don
Luigi Scovenna visse nella interiore felicità di memorie vivissime, raccolte
durante i molti anni trascorsi vicino al Fondatore, a Don Sterpi e agli altri
venerati Superiori. Aveva fatto la Professione di fede il 22-12-1939 e il
giuramento di fedeltà al Papa il 29 agosto 1961 nel Santuario della Guardia
di Tortona.
Riluceva di
una spiritualità profonda, non facilmente rilevata perché nascosta. L'anno
scorso, 1985, aveva partecipato a due corsi di Esercizi Spirituali. Chissà,
forse sentiva vicina la chiamata del Signore !
Esercitò la
sua autorità come servizio, dimostrando fedeltà, prudenza, precisione,
ordine, metodicità, finezza nel tratto e molta umana sensibilità.
Curò in modo particolare l'Associazione Ex Allievi e
Amici, con alcuni dei quali nutriva rapporti di profonda amicizia. Di essi si
è ricordato proprio alla vigilia della sua morte.
"Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia" gennaio marzo 1986
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