Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

S  (89)

 

1.      Sabatini Nestor Pedro

2.      Sabatino Pasquale

3.      Sacarelo Berro Hector

4.      Salcedo Navarro Miguel

5.      Salgaro Mario

6.      Salmeri Jose Norberto

7.      Salmistraro Mario

8.      Samiec Marian

9.      Sandoval Diego Antonio

10.  Sanguin Bruno

11.  Sanguin Domenico

12.  Sanpaolesi Giuseppe

13.  Santamaria Pascual Fernando

14.  Santella Fausto

15.  Santiago Fontan Jose

16.  Santilli Ettore

17.  Saran Italo

18.  Sareli Guido

19.  Sarti Secondo

20.  Sartini Riccardo

21.  Sarto Alfredo

22.  Sartor Luigi

23.  Sassi Giovanni

24.  Sauque Juan Adolfo

25.  Sbrilli Goffredo

26.  Scalco Giovanni

27.  Scalco Mario

28.  Scamuzzi Carlo

29.  Scavone Giacinto

30.  Schiappacassa Alfredo

31.  Schiavini Mario

32.  Schiro Modesto

33.  Sciaccaluga Enrico

34.  Sciamlian Pierre

35.  Scipioni Giovanni

36.  Scoccia Giovanni

37.  Scopelliti Giovanni

38.  Scordo Carmelo

39.  Scovenna Luigi

40.  Secchiaroli Umberto

41.  Secco Camillo

42.  Segalerba Mario

43.  Serafin Dionisio

44.  Serafini Francesco

45.  Sergenti Mario

46.  Serra Carlo

47.  Serra Giovanni

48.  Serra Giuseppe

49.  Serri Silvio

50.  Sersanti Mario

51.  Sfoggia Mario

52.  Sieminski Waclaw

53.  Signorio Severino

54.  Silva Vittoriano

55.  Silva Wenceslao

56.  Silvano Giacomo

57.  Silvestro Giovanni

58.  Silvi Geniale

59.  Simionato Giovanni

60.  Simioni Antonio

61.  Simonelli Attilio

62.  Simoni Lorenzo

63.  Sindona Antonio

64.  Siviero Giovanni

65.  Siwek Jan

66.  Skoczek Wladyslaw

67.  Soavi Antonio

68.  Sobieraj Edward

69.  Sonaglia Delfino

70.  Sordini Pietro

71.  Sordo Evaristo

72.  Soulas Sotelo Alejandro Marcos

73.  Sowa Jacub

74.  Sparpaglione Domenico

75.  Staniucha Jan

76.  Steczkowski Tadeusz

77.  Stefani Pietro

78.  Sterpi Carlo

79.  Stoppani Sergio

80.  Svagr Giovanni Nepomuceno

81.  Swiderski Stanislaw

82.  Szal Antonio

83.  Szczygiel Ludwik

84.  Szol Jan

85.  Sztuczko Henry Joseph

86.  Sztuczko Thaddeus

87.  Szulczewski Robert

88.  Szyca Jozef

89.  Szymkus Mariano

Sordini Pietro.jpg       SAC. SORDINI PIETRO

    da Octingen (Alsazia Lorena, ora francese) passato al Signore a Los Angeles (Cile), il 30 ottobre 1989, a 78 di età, 60 di professione religiosa e 51 di sacerdozio.

    Figlio di un lavoratore emigrato in terra allora tedesca, e morto l'anno successivo, don Sordini, là nato il 20 settembre 1911, venne accolto a Roma il 20 settembre 1922 in via Alba nell'Istituto San Filippo, dove anche maturò e manifestò la vocazione. Terminate le elementari, don Fiori lo affidò al Beato don Orione, che il 19 aprile 1926 lo destinò all'Istituto Divin Salvatore di via Sette Sale in Roma, allora appena aperto: qui fece il ginnasio, completato poi a Tortona, dove giunse il 27 agosto 1929, dopo che don Orione, con speciale facoltà, ne aveva ricevuto i primi voti a S. Oreste, testi don Cremaschi e don Risi.

Vestito l'abito chiericale il 29 agosto 1929, l'indomani partì per villa Moffa di Bra a compiervi il Noviziato, e qui pronunciò per la seconda volta i Santi voti il 5 ottobre 1930; venne poi destinato a Tortona e aggregato, lavoratore e assistente al gruppo dei chierici "i carissimi" addetti ai lavori del Santuario della Madonna della Guardia in costruzione: pronunciò i voti perpetui l'8 settembre 1933 nelle mani del Vescovo Mons. Albera, testi Don Sterpi e Don Zanocchi, a Montebello.

Con un lusinghiero giudizio di Don Sterpi che lo definiva «pio, affezionato e laborioso» il chierico Sordini iniziò le tappe delle sacre ordinazioni nel dicembre 1935, ricevendo il diaconato il 6 novembre 1938 e il presbiterato il 17 dicembre 1938, frequentando contemporaneamente i corsi di teologia (1934-1939) tra San Bernardino e il seminario maggiore di Tortona. Continuò poi a facchinare santamente nei lavori dell'Asilo di Villa Romagnano, del Probandato (Panzarasa) di San Bernardino, e nel santuario di Fumo in costruzione. Non ebbe però la consolazione di assistere alla feste inaugurali di questo bel tempio della Madonna di Caravaggio, nel maggio successivo, perché il 23.3.1939 egli giungeva a Rio de Janeiro in Brasile, realizzando un suo grande desiderio, del quale scriveva a don Orione in una lunga affettuosa e gratissima lettera: «Il sogno del giovinetto è tramutato in realtà: siamo missionari! C'è tanto tanto lavoro e il grande desiderio di fare del bene a tante anime: l'amore, che abbiamo avuto alle anime e alle terre dei nostri sogni, saranno stimoli efficaci anche per un'applicazione forte e costante allo studio della lingua...» Don Sordini era partito con il benestare generosissimo della madre sua vedova e delle due sorelle, che avrebbe rivisto dopo dodici anni. Prima fece il maestro a Cavea di Rio de Janeiro (1939-1944) e fu vicario cooperatore al Sacco di S. Francisco in Nicteroi (1944-46); destinato poi in Argentina fu vicario cooperatore a Rosario di S.Fé, nella parrocchia di S. Giov Evangelista (1946-48), per passare in seguito a Santiago del Cile come maestro dei giovani fino al 1953, quando iniziò la sua lunga permanenza prima a Quintero nella parrocchia S. Filomena, e poi tra i giovani a "Los Angeles", complessivamente, per oltre 35 anni.

Quest'anno aveva compiuto i dieci lustri di fatica missionaria, vissuta con immutato entusiasmo, quello stesso che dimostrò sempre fin da giovane, con un amore tenerissimo a don Orione - del quale era orgoglioso di essere stato per anni l'umile ma ricercato barbiere - e a don Sterpi, al quale scriveva affettuose lettere, chiamandolo il «grande benefattore e padre della sua vita religiosa». Dello spirito della Congregazione assorbì soprattutto l'aperta giovialità, la generosità nel lavoro anche manuale, la dilezione ai confratelli, ai giovani e l'attaccamento senza limite devoto al Vicario di Gesù Cristo: «Ecco il mio voto per il Papa - scriveva l'11 settembre 1943, in un ricordino, alla sua sorella Stefanina delle suore Battistine - per il Papa tutta la vita et ultra! O Gesù, o Maria, accettate la mia offerta... Basta essere di don Orione per essere sempre del Papa!...» Con questo amore nel cuore fece il voto di fedeltà al Vicario di Gesù Cristo in Claypole (Argentina) il 28 agosto 1983, nelle mani del Nunzio Apostolico Mons. Calabresi.

Atti e comunicazioni della Curia Generale, settembre – dicembre 1989