Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

T (38)

Tacca Carlo

Taggiasco Giuseppe (Fra Antonio)

Tallone Stefano

Tambornini Mario

Tamellini Fermo Rustico

Taramasso Polo

Tascone Antonio

Tassi Arminio Luigi

Tassone Maurizio

Taverna Ernesto

Tedaldi Romeo

Terenghi Damiano

Terzi Ignazio

Tessari Igino Angelo

Testa Armando

Tezze Teofilo

Tiago Milton Zeferino

Tiburzio Michele

Tiveron Alvise

Tomasella Renato

Tombari Sergio

Tonelli Giuseppe

Tonini Quinto

Tonoli Rocco

Tonoli Stanislao Mario

Torresan Innocente

Torti Giovanni

Torti Pietro Fra Giuseppe

Tosetti Mario

Tosik Enrico

Toso Bernardino

Toso Giovanni

Tossutti Antonio (Fr. Placido)

Tozzo Luigi

Trevisan Giacomo

Tricerri Antonio

Troiani Domenico

Troncon Giovanni

  Coadiutore   FERMO   RUSTICO   TAMELLINI

  da Illasi (Verona), morto a Genova Camaldoli il 7 maggio 1984, a 72 anni  di età  e 42  di  professione.

Nato a Illasi (Verona) il 23-11-1908, entrò nell'Opera Don Orione il 25 agosto 1938, a trent'anni, e trascorse quasi tutta la sua vita in generoso lavoro di infermiere e di «vero sgobbone» al "Villaggio della Carità" ai Camaldoli, con una parentesi a Sanremo al Convitto San Romolo (1958 - '60) e a Genova - Bogliasco, quale assistente dei fanciulli (1960).

Aveva fatto il suo noviziato a Villa Moffa, professandovi la prima volta nella festa dell'Immacolata 1941, ed emise i voti perpetui l'11 ottobre 1948 a Villa Solari (Genova): era stato anche ammesso al «giuramento di fedeltà al Papa» nel 1966.

Camaldoli, dunque, fu la casa di questo caro Confratello, che ha saputo spendere tutto se stesso, con pregi e limiti, sensibile, diligente, uomo di coscienza, vocazione decisa e di retta intenzione. Era stato prosciolto dall'obbligo dell'istruzione elementare inferiore dopo un corso elementare per adulti, indetto dall'Opera contro l'analfabetismo e attuata dalla delegata Società umanitaria di Pieve di Colognola ai Colli (Verona), dove sentì ed espresse vivo desiderio di lasciare il mondo e darsi a Dio nelle attività di bene. «Ho letto che lei cerca operai anche di bassa lega, perché le mansioni sono molte», scriveva a Don Orione il suo parroco Don Aldegheri nella primavera 1938: «ne avrei uno anch'io da presentarle, che non è specializzato se non nella buona volontà. E' un semplice contadino di 30 anni, robusto e buono e molto desideroso di ritirarsi dal mondo ».

Ripensando alle fatiche e alle doti di sensibilità cristiana, di attento, scrupoloso, lieto e gioviale impegno di questo Confratello, si comprende come la decisione di "Rustico" un nome che gli stava caro, perché era suo anche se interpretava certi suoi atteggiamenti spontanei e caratteristici fosse totale e attuata pienamente nell'affezione alla Congregazione e ai cari Padri Don Orione e Don Sterpi.

Atti e comunicazioni della Curia Generale