Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

T (38)

Tacca Carlo

Taggiasco Giuseppe (Fra Antonio)

Tallone Stefano

Tambornini Mario

Tamellini Fermo Rustico

Taramasso Polo

Tascone Antonio

Tassi Arminio Luigi

Tassone Maurizio

Taverna Ernesto

Tedaldi Romeo

Terenghi Damiano

Terzi Ignazio

Tessari Igino Angelo

Testa Armando

Tezze Teofilo

Tiago Milton Zeferino

Tiburzio Michele

Tiveron Alvise

Tomasella Renato

Tombari Sergio

Tonelli Giuseppe

Tonini Quinto

Tonoli Rocco

Tonoli Stanislao Mario

Torresan Innocente

Torti Giovanni

Torti Pietro Fra Giuseppe

Tosetti Mario

Tosik Enrico

Toso Bernardino

Toso Giovanni

Tossutti Antonio (Fr. Placido)

Tozzo Luigi

Trevisan Giacomo

Tricerri Antonio

Troiani Domenico

Troncon Giovanni

     Sac. Damiano TERENGHI

Serenamente spentosi nel Signore il 20 novembre 2002, nel Piccolo Cottolengo di Seregno (Milano), a 82 anni d’età, 65 di Professione religiosa e 57 di sacerdozio. Riposa a Renate (MB).

Ultimo di sei figli di Enrico e Luigia Rusconi, Damiano nacque a Molteno, ora in Provincia di Lecco, il 20 novembre 1920. Ricevette il battesimo il giorno seguente, festa della presentazione di Maria SS.ma. Dall’Arcivescovo di Milano Cardinale Idelfonso Schuster, ora Beato, ricevette il sacramento della Cresima, nella Parrocchia di Renate, il 6 maggio 1931.

Aspirando diventare religioso e sacerdote, con l’aiuto del Parroco superò i dubbi e le resistenze del padre che aveva per lui altri progetti. Espletate le varie pratiche, venne accolto a Tortona dal Venerabile Don Carlo Sterpi, il 23 settembre ’31 e, quasi un privilegio, ricevette il santo abito nella festa dell’Immacolata dello stesso anno.

Compiuto il ginnasio tra Tortona, Voghera e Montebello (’31-’34), frequentò il primo liceo a Tortona Paterno, passando poi al regolare noviziato a Bandito di Bra (Cuneo) dove, guidato da Don Cremaschi, si preparò ad emettere i primi voti, il 1° settembre 1937. Terminato il liceo a Tortona, dal ’38 al ’41 espletò il tirocinio pratico quale assistente ed insegnante nei probandati di Montebello e di Buccinigo d’Erba.

Iniziati gli studi teologici nel 1941, a causa della guerra allora in corso, li completò quale sfollato, nel seminario di Rosano (’42-’45). Fece la Professione perpetua il 25 aprile ’43 e ricevette il sacro Ordine del Presbiterato il 26 maggio 1945, sempre a Rosano (Alessandria), da Mons. Egisto Domenico Melchiori, Vescovo di Tortona.

Per le sue qualità e attitudini, fu dai superiori inviato all’istituto S. Maria di Roma dove, assistendo i probandi, frequentava la Facoltà di filosofia della Pontificia Università Gregoriana, conseguendone la licenza nel 1949. Destinato al liceo “San Tommaso” a Bandito di Bra (Cuneo) insegnò con competenza filosofia e greco ai chierici studenti fino al 1957 e, per un triennio, lettere al “San Giorgio” di Novi Ligure (Alessandria). Dal ’60 al ’69 svolse la stessa missione d’insegnamento e formazione all’Istituto Teologico dell’Opera in Tortona.

Dal ’69, Don Terenghi fu chiamato a Roma come direttore del “San Filippo Neri” al quartiere Appio, fino al 1975, restandovi poi fino al ’96 per continuare ad insegnare sia qui che nell’Istituto Teologico di Monte Mario.

Motivi di salute ne determinarono poi il trasferimento al Piccolo Cottolengo di Seregno dove, finché le forze lo ressero, curò spiritualmente e con il ministero della parola e della riconciliazione, l’annesso Santuario dell’Ausiliatrice, tanto caro ai Seregnesi. Qui, nell’ultimo periodo, amorevolmente assistito dai confratelli, andò preparandosi all’incontro con Dio, confortato dalla fede e offrendo le sue sofferenze per il bene della Chiesa, della Congregazione, del Papa e delle Anime.

Gioviale, sereno e delicato, osservante di coscienza, ebbe a lottare assai per il “fermissimo proponimento” manifestato a viva voce a Don Sterpi e Don Orione “restando fedele alla mia vocazione, costi quel che costi” nella perseveranza fra le alterne vicende esistenziali, aiutato dalla soda pietà e dal quotidiano ascolto della Parola di Dio, nonché dallo spirito orionino appreso alla scuola di santità di Don Orione e Don Sterpi.

Da: Atti e comunicazioni della Curia generale