Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

T (38)

Tacca Carlo

Taggiasco Giuseppe (Fra Antonio)

Tallone Stefano

Tambornini Mario

Tamellini Fermo Rustico

Taramasso Polo

Tascone Antonio

Tassi Arminio Luigi

Tassone Maurizio

Taverna Ernesto

Tedaldi Romeo

Terenghi Damiano

Terzi Ignazio

Tessari Igino Angelo

Testa Armando

Tezze Teofilo

Tiago Milton Zeferino

Tiburzio Michele

Tiveron Alvise

Tomasella Renato

Tombari Sergio

Tonelli Giuseppe

Tonini Quinto

Tonoli Rocco

Tonoli Stanislao Mario

Torresan Innocente

Torti Giovanni

Torti Pietro Fra Giuseppe

Tosetti Mario

Tosik Enrico

Toso Bernardino

Toso Giovanni

Tossutti Antonio (Fr. Placido)

Tozzo Luigi

Trevisan Giacomo

Tricerri Antonio

Troiani Domenico

Troncon Giovanni

       Padre   ROCCO  TONOLI

   da  Salò  (Brescia),  morto a Tortona il 23 agosto 1986, a 72 anni di età, 45 di professione e 47  di   sacerdozio.

Nato a Salò (Brescia) il 16 agosto 1914, si era sentito chiamato sin da piccolo alla vita seminaristica nella sua diocesi, con particolare riguardo — come egli stesso ha lasciato scritto — alla vocazione missionaria, che già in seconda ginnasio batteva al suo cuore generoso. Potè così completare i suoi studi sino alla teologia, allorché, durante il secondo corso, confidò al suo direttore di spirito l'aspirazione missionaria: venne tuttavia consigliato di completare prima i corsi mancanti e raggiungere la ordinazione sacerdotale, che gli fu conferita in Salò il 13 agosto 1939. Nel frattempo tuttavia, date le sue condizioni di salute, aveva avuto qualche incontro con il Beato Don Orione, che il 23 ottobre 1938 lo aveva rassicurato: — Vieni nella nostra Piccola Opera, e vedrai che starai bene ! ... — Raggiunse quindi Tortona, tanto cordialmente accolto da Don Orione e da Don Sterpi, alla fine di settembre 1939: ed ebbe la gioia di far parte dell'ultima spedizione missionaria, preparata dal Beato Fondatore nei giorni precedenti la sua santa morte.

Don Rocco giunse in Argentina con altri Confratelli — tra i quali il fratello Stanislao, ancora chierico studente — il 3 maggio 1940, destinato al Piccolo Cottolengo di Claypole, dove fece l'anno di noviziato (1940 - '41), professando poi la prima volta il 16 luglio 1941: i Voti perpetui li fece nella stessa festa della Madonna del Carmine nel 1944.

La prima sede di impegnativo lavoro quale parroco, Don Rocco la ebbe nel 1945, presso la Parrocchia della Divina Provvidenza in Nueva Pompeya, con annesso l'omonimo Collegio: con lui prese a lavorare, in veramente fraterno tandem, il fratello Don Stanislao ordinato sacerdote l'antivigilia di Natale del 1944 e già religioso dell'Opera dal gennaio 1936, dopo fatto il noviziato (1935 - '36) a 24 anni di età. I due fratelli di sangue e di ideali missionari iniziarono così la loro fatica missionaria in collaborazione decisamente tipica, che si espresse per Don Rocco in attività pastorale e per Don Stanislao in quella assistenziale caritativa o di direzione spirituale: un vivere insieme, un aiutarsi, un prestarsi la mano, una partecipazione di consiglio, di sostegno morale, che si palesò utilissima successivamente nella Parrocchia della Guardia a Victoria, a Barranqueras (Parrocchia Immacolata) nel Chaco, e poi ancora a Victoria. Negli ultimi anni ebbero collaboratrice zelante e preziosa la sorella Clelia: a Tucuman, al Santuario di Itatì, a Mendoza e poi al Piccolo Cottolengo di Rosario (General Lagos). Don Rocco ebbe per motto — lo scriveva ancora nel 1952 al Direttore generale Don Pensa —: «II luogo più difficile, più sgradevole, più povero, di maggior necessità nel nord Argentina o nel Paraguay o nella missione del Goias». La salute tuttavia e l'età costrinsero recentemente Don Rocco e i fratelli a cercare un poco di riposo in patria, ove tornarono nell'aprile scorso, anche per ricordare, vicino al cuore dell'Opera, il 50° di Messa e di vita missionaria. All'ombra del Santuario della Madonna della Guardia, Don Rocco, che si accingeva a continuare il suo impegno sacerdotale quale confessore e direttore di spirito dei fedeli e pellegrini, ha trovato il vero suo riposo nelle braccia del Signore e sul Cuore della Madre di Dio. Un confratello dell'Argentina, presente ai funerali, confidava: E' stato un vero prete, soprattutto e anzitutto prete, con uno straordinario zelo pastorale. Si preoccupava sempre e solo delle anime: dei piccoli, dei ragazzi, dei giovani, delle vocazioni, degli anziani, dei malati e dei lontani, con pie associazioni, sodalizi, iniziative di preghiera. Ai suoi funebri hanno partecipato parecchie decine di confratelli e sacerdoti diocesani di Brescia, concelebranti con il Direttore generale Don Terzi, che ha espresso la viva partecipazione sua e dell'Opera al dolore di Don Stanislao, dei fratelli Amos e Clelia e dei familiari tutti.

(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", luglio - ottobre 1986)