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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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T (38) Taggiasco Giuseppe (Fra Antonio) |
da Sromutka [Polonia), morto all'Ospedale Gesù Bambino di Varsavia il 13 giugno 1974, a 42 anni di età, 23 di professione e 17 di sacerdozio.
Accolto nella Piccola Opera il 1° settembre 1948, a Zdunska Wola, vi compì gli studi ginnasiali fece il noviziato (1950-51) ed emise la professione perpetua (1954). Dopo gli studi di filosofia e teologia, ricevette la sacra ordinazione il 30 giugno 1957 e provò il conforto di essere assistito in tale solenne circostanza dal Direttore Generale Don Carlo Pensa. In seguito conseguì a Varsavia la licenza di diritto canonico presso la Accademia di Teologia Cattolica. Per un decennio (1961-1971) direttore a Varsavia, si recò ogni settimana a Zdunska Wola ad insegnare in quel nostro Seminario Maggiore. In seguito, per le non comuni attitudini amministrative, fu nominato Consigliere ed Economo provinciale, ma non cessò di andare periodicamente a consolare nello spirito gli ammalati di un ospedale della città, ove si meritò la benevolenza di tutti degenti e personale per il suo atteggiamento sempre sereno e gioviale. Soffrì per vari anni, senza lamentarsi mai forti dolori allo stomaco, che alla fine lo costrinsero a subire un grave intervento chirurgico nell'estate del 1973. Invitato dal Direttore Generale Don Zambarbieri a trascorrere in Italia la convalescenza, fu presso la Curia Generalizia di Roma e poi Sanremo, Diano Marina e Genova. Ricoverato presso l'Ospedale Galliera, venne dichiarato incurabile per grave forma cancerogena. Prima di ritornare in Polonia ebbe il conforto di visitare il Santuario della Madonna della Guardia in Tortona e di pregare sulla tomba del Fondatore Don Orione. A Varsavia subì « in extremis » altri due interventi chirurgici Ritornò a Dio nella solennità del Corpus Domini, confortato dalla carità e dalle preghiere dei Confratelli di Varsavia. Soffrì molto, edificando coloro che lo avvicinavano per la esimia pazienza e uniformità alla volontà del Signore. Offrì le sue sofferenze per la Congregazione, per il Papa e la Chiesa, e per quanti gli fecero del bene. Atti e comunicazioni della Curia Generale
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