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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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M (96) |
da Castelliri (Frosinone), morto a Roma il 23 ottobre 1985, a 70 anni di età, 49 di professione e 43 di sacerdozio. Nato il 20 ottobre 1915, aveva accolto l'invito del Beato Don Orione, lanciato con la nota lettera della questua delle vocazioni, e da lui era stato accolto a Tortona il 23 settembre 1928. Ben animato, sensibile, diligente e con disposizioni musicali, dimostrò sempre una vocazione decisa e generosa, ancora nel settembre 1932 fece i voti di devozione, e nel febbraio 1936 domandò di andare missionario. Fatta la prima professione religiosa dopo il noviziato, a Villa Moffa nelle mani del Servo di Dio Don Sterpi, il 7 ottobre 1936, dopo lo studio della filosofia e il primo corso di teologia, il 10 aprile 1937 partì per l'Argentina, mentre Don Orione si trovava nel Brasile. Emessi i voti perpetui davanti a Don Zanocchi in Claypole il 22 giugno 1940, e completata la teologia, venne consacrato ministro di Cristo il 22 febbraio 1942 in Mar del Piata da Mons. Aragone. Lavorò, come insegnante e organista e vice direttore, a Mar del Plata (1942 - '45), a Victoria (1945-'48), a Saenz Pena (Chaco) (1948 -'51), a Itati (Corrientes) (1951-'52), a Mendoza (1952 - '54), a San Fernanclo {Buenos Aires) (1954 - 55). Ritornato per salute malferma in Italia, fu addetto alla parrocchia di Ognissanti in Roma (1955 - '57), a Posada de Llanes (Spagna) come insegnante (1957 - '58), passando poi ancora in Roma alla Casa dell'orfano, all'Istituto Don Orione di Avezzano (1962) e ad Anzio (1970 - 80), finché le condizioni di salute lo portarono al Centro Poliomielitici di Monte Mario, dove si rese ancora utile preparandosi all'incontro col Signore, che avvenne qualche giorno dopo che la comunità aveva ricordato, con affettuosi auguri, il compimento del suo 70° anno di età. Il Vicario generale Don Gemma, durante il sacro rito di suffragio, rilevò soprattutto la serena semplicità, che contraddistinse il caro Confratello, rendendolo fedelmente affezionato alla Congregazione, e soprattutto a Don Orione e a Don Sterpi. Carattere sempre calmo e sereno, cortese con tutti, riservato e ligio al dovere, lasciò ovunque il ricordo di vocazione sicura e di buon religioso. Atti e comunicazioni della curia generale n. Novembre - Dicembre 1985
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