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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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M (96) |
da Falerna (Catanzaro), morto a Roma il 18 novembre 1971, a 57 anni di età, 39 di Professione e 31 di Sacerdozio. Nato a Falerna (Catanzaro) il 4 novembre 1914, era entrato in congregazione il 15 novembre 1928, professando il 14-9-1932 e ricevendo il presbiterato a T'ortona il 21 luglio 1940. Aveva compiuto gli studi liceali a Tortona e Genova ed aveva poi frequentato la Gregoriana a Roma, conseguendo la licenza in Teologia. Insegnante nel nostro Filosofico e nel collegio San Giorgio, aveva poi nel 1944-45 diretto il collegio San Pietro di Colonnata. Poi aveva svolto la sua attività nella provincia romana, economo al San Filippo fino al 1950, quindi alla Camilluccia, a Patrica, a Grotte di Castro e all'Istituto S. Maria, sempre addetto all'amministrazione ed insegnamento. Ovunque aveva portato quelle note di esemplarità che si accentuarono poi nell'ultimo periodo della sua vita religiosa, trascorso alla Casa generale, dove si trovava da sette anni, minato da un male che non perdona (ed egli lo sapeva) ma che mai ha turbato la sua serenità, il suo diligente servizio. Dolore celato dal sorriso, incertezza umana rassegnata da una visione di Fede, preoccupazione personale superata dalla dedizione ai fratelli: ecco le note caratteristiche della sua vita, specie nel suo ultimo ufficio di economo nella casa di via Etruria. La sua dipartita, malgrado un peggioramento manifestatosi da qualche mese, è stata quasi improvvisa, per un collasso sopravvenuto la sera del 18 novembre al Policlinico Gemelli. Ma è scomparso nella luce del Signore. Due circostanze opportunamente rilevate dal Direttore Generale, in occasione dei funerali ad Ognissanti, hanno fatto sentire una speciale presenza della Provvidenza di Dio nel suo trapasso. Aveva salutato, un mese e mezzo fa, il Direttore in partenza per le Americhe, quasi presago di forse mai più rivederlo, e invece la Provvidenza attese proprio il ritorno, consentendo un ultimo incontro e il Sacramento degli infermi, prima di chiamarlo al premio, il giorno stesso dell'arrivo di Don Zambarbieri. E quel giorno era l'antivigilia della più grande e cara festa della nostra famiglia religiosa, la Madre della Divina Provvidenza, nella cui solennità si compirono le esequie e gli si diede l'ultimo addio. Atti e comunicazioni della Curia generalizia
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