Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

R (45)

 

Raboszuk Eugeniusz

Rachota Czeslaw

Radaelli Enrico

Raffa Bruno

Raffa Vincenzo

Ramognini Bartolomeo

Rampin Igino

Rapsiewicz Andrezej

Rastelli Ennio

Ratajek Jozef

Ravera Carlo

Re Andrea

Re Luigi Francesco

Re Vincenzo

Rebora Nicola

Remis Pinera Martino

Renaudo Pietro

Renzini Alfredo

Riondato Luigi

Ripepi Domenico

Risi Giuseppe

Risi Roberto

Riva Alfredo Enrico

Riva Angelo

Rizza Corrado

Rizzi Gino

Rizzo Antonio

Rocca Gaspare

Rodler Augusto

Rodriguez Gonzalez Jesus

Rodriguez Pastrana Juan A.

Roggia Tommaso

Rosato Nicolas

Rosin Giuseppe

Rossi Bernardo

Rossi Nerino

Rossi Oreste

Rossi Valerio

Roszak Taddeo

Rubinelli Giovanni

Ruggeri Antonio

Ruggeri Attilio

Ruggeri Pasquale

Ruiz Calleja German

Russo Michele

Aggregato ALFREDO  RENZINI

da Onferno (Forlì), passato al Signore in Genova Camaldoli il 4 aprile 1996, a 89 anni di età:

Si è conclusa nel bacio del Signore la singolare vicenda di quest'anima che perseguì ideali  mai raggiunti, pur tenacemente mantenendosi fedele a quelli di Don Orione, dal quale, insieme a Don Sterpi e agli altri Superiori e Confratelli, ebbe molti attestati di affetto e di stima.

Nato il 15 marzo 1907, venne accolto in Tortona dallo stesso Beato Fondatore nel dicembre 1925: proveniva dal Convento francescano di Forano di Appignano dove aveva fatto ginnasio e liceo. Don Orione gli vestì l'abito sacro, davanti al devoto Crocifisso in sua camera, ed egli emise i voti già fatti tra i Francescani.

Iniziò gli studi teologici a Venezia, dove lo accompagnò Don  Sterpi, e donde passò assistente al "Camerini Rossi" di Padova.

Il 12 settembre 1927 Don Pensa gli fece la vestizione di regola, presente Don Sterpi. Poi fu assegnato assistente dei probandi a Campocroce, lavorò in Ognissanti a Roma (1928-29), a San Rocco di Alessandria, finché fu mandato ad insegnare ai fanciulli armeni a Rodi (1930-34). Cominciarono poi disagi e sofferenze per la salute e per il suo pur bene animato ma insoddisfatto temperamento, mentre i superiori tardavano, a suo giudizio, la sua ammissione agli ordini sacri. Così passò di nuovo, nel 1935, ai Francescani: il 22 giugno 1936 ricevette in Città di Castello la  tonsura e gli ordini minori. Le vicende prebelliche e belliche lo persuasero poi di ritirarsi tra i Cistercensi alle Frattocchie di Roma, dove professò nell'aprile 1941.

Coinvolto, però, suo malgrado, in episodi dolorosi e costretto all'ospedale per un bombardamento, fu internato: liberato, tornò nella sua diocesi di origine, incorporandosi nelle opere diocesane e a San Leo come Vicerettore dell'Istituto Artigianelli di Don Conti..

Nel 1952 tornò nella Piccola Opera, bramoso di diventare sacerdote, ma psicologicamente scosso. Dal Santuario dell'Incoronata di Foggia domandò di partire per il Cile (25 febbraio 1954). Tornato in Italia per salute  nel 1959, fu a Spezzano Albanese e a Sulmona (1963-67), accusando sempre più stanchezza fisica, ma, ormai rassegnato, adoperandosi per il meglio delle sue possibilità.

Nel 1968, al Paverano di Genova e, successivamente, a Camaldoli, si offerse particolarmente ad assistere i malati e, in special modo, a rendersi utile ai sacerdoti  anziani e bisognosi, con sentimento sempre devoto e cuore  riconoscentissimo alla Congregazione, e soprattutto al Beato Fondatore e a Don Sterpi.

(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia")