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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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R (45)
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Serenamente deceduto nel Piccolo Cottolengo Don Orione di Santiago del Cile il 6 marzo 2007, a 88 anni d’età, 70 di Professione religiosa 63 di sacerdozio e 48 di missione in Cile. Il piccolo “Tomaso” come fu registrato alla sua nascita, nacque il 23 luglio 1918 a Racconigi (Cuneo), allora residenza estiva della Real Casa di Torino, da Giuseppe e Cavaglià Margherita. Aveva altri tre fratelli e due sorelle; fu battezzato il primo agosto successivo e cresimato il primo giugno 1924. All’età di quattro anni restò orfano di padre e visse l’infanzia con la famiglia nella casa paterna a Fossano (Cuneo), educato dalla madre, molto pia e laboriosa. La sua vocazione fu frutto della famosa “questua vocazionale” del 1927: il Ch. Costamagna, inviato da Don Orione, chiese al Parroco se aveva qualche giovinetto che voleva farsi prete ma non poteva permettersi il seminario perché povero. E il chierico tornò a Tortona con Tommaso e suo fratello Matteo. I due furono accolti al “Paterno” dallo stesso Don Orione il 18 ottobre 1927, che li mise subito a loro agio, parlando loro in dialetto piemontese, (non conoscevano ancora l’italiano), inviandoli poi ad Alessandria per terminare la scuola d’obbligo. Nel ’29, dopo le elementari, Matteo tornò con la madre e Tommaso accettò l’invito a proseguire, compiendo gli studi di ginnasio e liceo tra Tortona, Genova e Tortona (’29-’34). Ricordava spesso lo stile orionino che integrava lo studio con il lavoro quale mezzo efficace di formazione del carattere e della persona. Era già fervoroso; infatti, in una minuta di Don Orione del ’33 si legge:”Roggia Tommaso, anni 13, chiede di fare i voti di devozione” (Scr. 93, 101). Fece il noviziato nella storica casa di Villa Moffa (Cuneo) con Don Giulio Cremaschi professando la prima volta il 7 ottobre ’36. Tornato a Tortona, completò il liceo e il tirocinio come meccanico della casa, felice di vivere e fare anche da autista al Padre Fondatore e a Don Sterpi, che ben lo conoscevano, apprezzandone pure le doti tecniche e scientifiche, che metteva a servizio e bene del prossimo e della comunità. Tirocinio pratico che continuò anche dopo la ripresa degli studi teologici (’41-’44), svolti a Genova e a Rosano di Casalnoceto, prestandosi spesso, dopo la morte di Don Orione e durante la guerra, nei vari servizi logistici e di soccorso, senza paura, a favore dei poveri e sfollati delle varie opere orionine. Raggiunse la mèta della Professione perpetua il 29 maggio 1942 e quella del sacerdozio il 3 ottobre 1943, che ricevette per mano di Mons. Egisto Domenico Melchiori. Dopo l’ordinazione i superiori gli affidarono la responsabilità delle officine e dei servizi tecnici del Piccolo Cottolengo Milanese che disimpegnò con competenza e attenzione al personale, facendosi stimare e benvolere per il suo spirito e grande sensibilità religiosa e culturale, ma anche per intelligenza e intraprendenza nel ramo della scienza e tecnica (‘43-’47). Anche per questo divenne poi il padre e formatore ideale dei fratelli coadiutori orionini. Fu vicario e insegnante nei probandati di Vigevano (’47-’48) e Montebello (’48-’59) con passione e dedizione totale. Nel 1959, memore dell’antico desiderio espresso al Fondatore, chiese e ottenne di partire missionario, con destinazione il Cile dove giunse verso la fine di luglio, dopo una traversata navale istruttiva sul piano delle relazioni umane e apostoliche che gli mostrarono la necessità di integrare sempre i bisogni spirituali e materiali del prossimo. Per 30 anni, dal 1960 al 1990 fu a Santiago – Los Cerrillos, principalmente come insegnante ma anche Direttore(’64-’70) e Vicario (’70-’90) nel Collegio e Centro Professionale Don Orione, che portò ad un alto livello di qualità educativa e di stima in tutta la città, curando pure le vocazioni del piccolo seminario orionino. Dal 1990 al 2006 svolse il suo apostolato a Rancagua, dividendosi tra parrocchia e Cottolengo, esercitando il ministero sacerdotale, sempre attuando gl’insegnamenti appresi dal Fondatore: “Anime!, anime!”, “Non vi raccomando le macchine, ma le anime e i cuori dei giovani!...” Quando la salute ormai non lo sosteneva più, Padre Tomás accettò con serenità e pazienza la croce e la sofferenza, trovò riposo “all’orionina” al Piccolo Cottolengo di Santiago. La sua cameretta infatti, continuò ad essere mèta di tante persone che a lui ricorrevano per un consiglio, per la confessione o una parola di conforto. Molti lo ricordano aperto, di poche parole, di grande ascendente morale, di genialità e intraprendenza educativa, ma soprattutto come religioso e sacerdote fedele fino all’ultimo respiro. Volentieri raccontava ai confratelli: “Ho avuto la grazia di vivere non solo ai tempi di Don Orione, ma con Don Orione, al suo lato. Pregava con noi, giocava con noi.” I funerali si sono svolti l’8 marzo nella chiesa del Piccolo Cottolengo di Cerrillos a Santiago. Confratelli, professori, alunni, ex allievi, la banda musicale, gente delle varie case, tutti sono accorsi a pregare, salutare e ringraziare una vita di servizio di quasi 50 anni da missionario. E’ stato sepolto nella cappella dell’Opera al cimitero di Maipú vicino al santuario nazionale della Madonna del Carmine. Da: Atti e comunicazioni della Curia Generale (Don Orione) gennaio - agosto 2007 n. 222/223
Padre TOMMASO ROGGIA (ricordo di don Flavio Peloso, Direttore Generale)
Padre Tommaso Roggia è morto il 6 marzo 2007 a Santiago del Cile. Vi era giunto nel 1959. La Congregazione deve molto a lui. Ha saputo essere una immagine vivente di Don Orione, del suo spirito e dei valori tipici della congregazione. Era un padre affettuoso e saggio, dolce ed esigente, umile e ottimista, un vero uomo di Dio. Quando lo incontravo era premuroso, interessato alla vita della congregazione, godeva di ogni buona notizia.
Era nato a Racconigi (Italia) il 23 luglio 1918 e dunque aveva 88 anni di età, 70 di Professione, 63 di sacerdozio e 48 di missione in Cile. Entrato in Congregazione il 24 ottobre 1929, compì gli studi di ginnasio e liceo tra Tortona e Genova. Dovette dimostrare un particolare fervore e desiderio di santità se, come veniamo a sapere da un autografo di Don Orione del 5 settembre 1933, “Roggia Tommaso, di anni 13, chiede di fare i voti di devozione”. Fece il noviziato nella storica casa di Villa Moffa, con Don Giulio Cremaschi, e la prima professione il 7 ottobre 1936. Poi restò al Paterno di Tortona fino al 1940 per il tirocinio e per iniziare la teologia. Sempre Padre Tomàs ricordò questo periodo come un tempo di grazia, anche per essere stato l’autista di Don Orione. “Ho avuto la grazia – scrisse - di vivere non solo ai tempi di Don Orione, ma con Don Orione, al suo lato. Pregava con noi, giocava con noi”. Don Orione lo conosceva bene e ne apprezzò anche le doti per la scienza e la tecnica. Il 2 febbraio 1938, Don Orione scrisse all’amico professor Leidi: “Il chierico Tommaso Roggia pare dimostri una speciale tendenza allo studio della fisica e matematica e amerebbe tanto coltivare la astronomia. Non sarei alieno dal farlo applicare a dette scienze, qualora mi risultasse che egli avesse vera stoffa a ciò. La vorrei pregare se potesse, in qualche momento, provarmelo un po’, e dirmi che glie ne pare”. Completò gli studi di teologia a Genova e Rosano. Raggiunse la meta della professione perpetua il 29 maggio 1942 e del sacerdozio 3 marzo 1943. Ebbe grande sensibilità religiosa e culturale, ma anche intelligenza e intraprendenza pratica in tutto quello che riguardava scienza e tecnica. Fu il padre e maestro ideale dei fratelli coadiutori orionini: dal 1943 al 1947 fu al Piccolo Cottolengo di Milano, poi 1947-1948 a Vigevano e dal 1948 al 1959 a Montebello (Pavia). Nel 1959 partì per il Cile e vi restò per tutto il resto della vita. Poté apparire una sorpresa, ma, in un appunto autografo di Don Orione senza data, troviamo scritto: “Roggia Tommaso vuol farsi missionario”. Dunque, già da chierico, aveva espresso a Don Orione questo desiderio. Per 30 anni, dal 1960 al 1990, Padre Roggia fu a Santiago – Los Cerrillos principalmente come insegnante nel Collegio e Centro professionale che portò ad un alto livello di qualità educativa e di stima in tutta la città. Dal 1993 fino al 2006 svolse il suo apostolato a Rancagua, dividendosi tra parrocchia e Piccolo Cottolengo. Quando la salute ormai non lo sosteneva più, trovò riposo “all’orionina” al Piccolo Cottolengo di Santiago. La sua cameretta, infatti, continuò ad essere meta di tante persone che a lui ricorrevano per un consiglio e per la confessione. Nella mia ultima visita, nel novembre scorso, lo trovai mentre leggeva la Divina Commedia e sul tavolino aveva un libro di trigonometria: “Che cose belle – mi disse – la scienza, l’arte, la religione! Io me ne nutro ancora perché mi danno gioia e mi fanno pensare a Dio”. Tutta la Famiglia orionina sparsa nel mondo ringrazia il Signore per il dono di Padre Tommaso Roggia e raccoglie l’esempio e l’eredità preziosa per la sua fedeltà creativa al carisma.
Don Tommaso
Roggia e il camioncino del Paverano, “Don Orione Oggi” gennaio 2012
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