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 Sac. Nerino Agostino ROSSI
Nato a Ponso (Padova) il 9 marzo 1947 è morto il 27
febbraio 2009, nella nostra Casa di Santa Maria La Longa – Udine; aveva 61
anni di età, 42 di Professione religiosa e 32 di sacerdozio.
Aveva parlato al telefono verso le 11
con il provinciale Don Gianni Giarolo e dopo un'ora è stato trovato morto
nella sua camera. Infarto.
Più o meno alla medesima ora di venerdì scorso, per infarto era morto Don
Paolo Coata di 48 anni.
Sorpreso e con grande dolore, il Superiore generale ha commentato:
"Mi risuonavano ancora all’orecchio e alla memoria le parole del
canto “Portami in cielo” ascoltate al funerale di Don Paolo Coata, a Genova
lunedì scorso, e ora mi giunge la notizia di un’altra morte improvvisa di un
altro confratello giovane. Che pena e che turbamento della mente e degli
affetti! E quante domande al Signore. Per ora, cari confratelli e amici,
attacchiamoci alle parole di quel canto, “Portami in cielo”, tratto dalle
parole di San Paolo ai Filippesi 1,23: “perché il morire è certamente
migliore; è certamente migliore stare con te”. Assicuriamo preghiere e
affetto a Don Nerino e ai suoi Cari".
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Appunti dell’omelia di Don Flavio Peloso.
Santa Maria La Longa, 2 marzo 2009.
Siamo qui a celebrare il
nostro Deo gratias , il rendimento di grazie a Dio in quest’ora di
dolore per la morte e soprattutto per la vita del nostro caro confratello Don
Nerino, compagno di fatiche, di entusiasmo e di fedeltà nel seguire il
Signore e Don Orione.
Siccome l’argomento particolare del nostro rendimento di
grazie è oggi la vita di Don Nerino Rossi, ne ricordiamo alcune date ed
eventi come atto liturgico.
Don Nerino Rossi è nato a Bresega di Ponso (Padova), il 9
marzo 1947. A 12 anni entrò nel seminario minore di Campocroce ove frequentò
le scuole medie e proseguì poi, nel 1963, a Buccinigo d’Erba.
Fece il noviziato a Villa Moffa di Bra con la prima
Professione l’11 ottobre 1966. Terminato il liceo, fece il tirocinio a
Vigevano (1969-1971). Frequentò il primo anno di teologia al seminario di
Vicenza e poi proseguì all’Istituto Teologico di Roma. Qui concluse la sua
formazione con la Professione perpetua l’11 ottobre 1975 e l’ordinazione
sacerdotale il 17 dicembre 1976.
Nei primi anni di sacerdozio, dal 1976 al 1980 fu
vocazionista a Buccinigo, dopo di ché, per ben 13 anni, dedicò le sue cure
pastorali alla parrocchia delle Vallette di Torino. Il campo di apostolato
dell’ultima parte della sua breve vita fu tra i malati e disabili di Seregno
(1993-1996), di Chirignago (1996-2002), di Tortona-Mater Dei (2002-2003) e
infine a Santa Maria La Longa (2003-2009).
Per raccogliere queste note, pur conoscendo Nerino dal
1963, come faccio spesso quando muore un confratello, sono andato a vedere in
archivio la sua cartella personale. Con mia sorpresa ho trovato poco, molto
poco. Oltre ai documenti essenziali personali del curriculum della formazione
e poi le nomine e i trasferimenti da un ufficio all’altro durante la vita
sacerdotale, nient’altro ho trovato che facesse parlare di lui, né per meriti
o per imprese particolari e nemmeno per problemi o difficoltà incontrate o
date.
Una vita da mediano… Sì, mi è venuto in mente il
titolo di questa canzone di Luciano Ligabue che ben può definire la vita di
Don Nerino Rossi.
Ricordo che un giorno, in un crocchio di confratelli più o
meno della stessa età, lui scherzava con un suo pari età dicendogli: “Eh, tu
pensavi di fare la punta e invece hai fatto anche tu una vita da mediano
come me”.
Una vita da mediano a
recuperar palloni
Una vita da mediano con dei compiti precisi
a coprire certe zone a giocare generosi
lì, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n'hai, stai lì.
Una vita da mediano, da chi
segna sempre poco
che il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco.
Una vita da mediano che natura non ti ha dato
né lo spunto della punta né del 10 che peccato;
lì, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n'hai, stai lì,
stai lì, sempre lì, lì nel mezzo.
Don Nerino Rossi è stato un
buon mediano. Che non significa mediocre.
Uno su cui si può contare
sempre, si sacrifica, ma arriva sempre.
Uno poco appariscente, ma che
quando serve c’è, dà il suo contributo.
Sta lì, sempre lì, lì nel
mezzo, non si tira mai indietro, copre la sua area di gioco ed è contento di
fare tutto quello che può, meglio che può.
Già da chierico dimostrava di essere un buon mediano. I
suoi formatori lo presentavano così: “Non ha ricevuto eccezionali talenti,
ma ha dimostrato di saperli trafficare bene e con profitto. Conosce i suoi
limiti e si impegna per quanto può. Capace pastoralmente, rotto ai sacrifici,
non li rifiuta mai”.
“Bonario e fin burlone, quasi come un contributo di
allegria per la comunità”.
Molti messaggi giunti in occasione della morte descrivono,
fuori metafora, la vita da mediano di Don Nerino, sempre pronto a dare
l’appoggio, il passaggio buono nel gioco della vita. Riferisco le parole
della superiora generale Suor Maria Irene: “Sono molto grata a Don Nerino,
ha voluto molto bene alle suore sempre. La sua ilarità, semplicità e
rettitudine sacerdotale, che ricordo mi han fatto tanto bene. Lo rivedo a
Cusano Milanino, veniva da Seregno, sempre molto attento alla nostra casa e
comunità, un vero fratello in tutti i sensi e in tutti i modi... sempre
gioioso nel suo servizio ai poveri... era unico”.
Recentemente
ci sono morti ben quattro confratelli giovani: Edvaldo, brasiliano di 37 anni, Conrado Rodolfo,
argentino di 41, e, in una settimana, i due italiani Paolo Coata, di 48 anni, e Nerino Rossi, di 61. Gli ultimi due colti da morte improvvisa per
infarto.
Queste morti ci richiamano la fragilità della vita, la
sua preziosità e gratuità. Ci propongono il pensiero della sua continuità
nella vita eterna, in Dio, da cui solo trae valore ultimo la vita terrena.
Più che scoraggiarci, ci mettono in cammino, sul retto e generoso cammino del
“conoscere, amare e servire Dio in questa vita per goderlo poi,
nell’altra, in Paradiso”.
Anche Don Orione ha vissuto il
forte evento della morte improvvisa di un giovane confratello, Don Ernesto
Gandini, di 31 anni. Scrisse qualche pensiero.
“Don Gandini è morto! È morto
in questa Casa, stamattina, all’improvviso. Ieri era sano, pieno di
robustezza, di serena bonarietà, di vita: oggi è morto! Non par vero, è morto!
Sia fatta la volontà del Signore! Sia sempre benedetto il Signore, benedetto
nella vita e benedetto nella morte!
Ecco, come la morte può
sorprenderci d’ora in ora, e in modo subitaneo. Essa non guarda né a gioventù
né a robustezza di temperamento, ma viene, “come un ladro”,
nell’istante che meno ce l’aspettiamo.
Preghiamo, o figliuoli miei, e
perseveriamo nella nostra santa vocazione, e stiamo vigilanti colle lampade
in mano, sempre in attesa.
Per me e per voi questa morte
improvvisa è una grande voce di Dio. Una voce che ci invita a chinare
riverenti la fronte e ad adorare i giudizi imperscrutabili del Signore: una
voce che viene a scuoterci per infervorarci a vita religiosa di virtù e di
santità. Questo è che Iddio vuole da me e da voi.
E vuole anche che preghiamo pel
nostro caro Morto e che preghiamo tanto: i suffragi saranno di conforto a noi
e di sollievo a Lui”.
Riposa in pace, caro Don Nerino
e aiutaci a stare in pace in questa vita solo quando stiamo nel Signore,
nella sua santa Grazia, sulla via della fedeltà evangelica della nostra
vocazione, nella carità generosa verso i confratelli, i poveri e le Anime.
Tutto è niente, solo Dio vale e valorizza tutto. Ave Maria e avanti!

MESSAGGERO VENETO – SABATO 20 FEBBRAIO 2009 Monica Del
Mondo
SANTA MARIA LA LONGA. E' improvvisamente scomparso
ieri mattina don Nerino Rossi, l'attuale direttore del Piccolo Cottolengo
"Don Orione" di Santa Maria la Longa. Don Nerino aveva celebrato la
messa al mattino, poi si era ritirato in camera perché non si sentiva molto
bene. Il suo decesso è stato scoperto all'ora di pranzo quando i commensali
si sono insospettiti non vedendolo presentarsi a tavola.
Don Rossi dirigeva la struttura per disabili da tre anni.
Era giunto nel piccolo comune della Bassa Friulana nel 2004 come economo e
l'anno successivo ne era divenuto direttore. In questi anni si era adoperato
per migliorare l'abitabilità e l'agibilità della struttura residenziale,
mettendola in linea con le normative vigenti e ottenendo i riconoscimenti
necessari da parte di Azienda sanitaria e Regione.
Il sacerdote apparteneva alla congregazione di don
Orione. Nacque nel 1947 a Bresega di Ponso (in provincia di Padova) e avrebbe
compiuto 62 anni il prossimo 9 marzo. Fu ordinato il 17 dicembre 1976 e per
molti anni (circa una quindicina) svolse la propria attività presso la Santa
Famiglia di Nazaret alle Vallette (Torino). Fu poi impegnato nei seminari e
in varie strutture orionine fino al suo arrivo al piccolo Cottolengo di Santa
Maria la Longa. I confratelli lo descrivono come una persona gioviale,
impegnata e attiva nel proprio servizio per gli altri.
La comunità paesana si riunirà questo pomeriggio, alle
18.45, nella chiesa parrocchiale, per la recita del rosario, mentre i funerali
saranno celebrati lunedì mattina, alle 10, a Santa Maria la Longa e, alle 16,
nella chiesa di Bresega di Ponso. Il Piccolo Cottolengo "Don
Orione" è una realtà presente in Regione dal 1947. A Santa Maria la
Longa sono accolte, assistite, educate e curate circa 150 persone di entrambi
i sessi, di età adulta, portatrici di disabilità fisiche e psichiche gravi o
gravissime. La struttura è gestita dai religiosi della congregazione orionina
che si ispira al carisma di don Orione, il sacerdote piemontese che proprio
per la sua attenzione versi i più deboli fu canonizzato il 16 maggio 2004.

La Vita Cattolica 07/03/09 p. 25
Morto il direttore del Cottolengo
UNA PERSONA «SEMPLICE e gioviale, con la quale era facile
confrontarsi, costruire rapporti e collaborare, che è stata un prezioso aiuto
per noi sacerdoti anche a livello foraniale». Così il parroco di Santa Maria
la Longa e vicario foraneo, mons. Angelo Del Zotto, ricorda don Nerino Rossi,
direttore del Piccolo Cottolengo, deceduto venerdì 27 febbraio, pochi giorni
prima del suo 62° compleanno.
«La notizia della morte del sacerdote è stata una
sorpresa per tutti. Un malore improvviso», racconta il parroco, ricordando
che «solo il giorno precedente, con don Nerino eravamo a confessare
nell'incontro penitenziale di inizio Quaresima per i ragazzi delle scuole
medie alla Viarte e l'11 marzo ci saremmo incontrati tutti al Cottolengo per
il tradizionale ritiro tra preti, un appuntamento voluto ogni anno proprio da
don Nerino, in occasione della Festa di don Orione».
Nato il 9 marzo 1947, don Rossi era originario di Bresega
di Ponso, in provincia di Padova, non distante da Masi, paese in cui è nato
l'arcivescovo emerito mons. Alfredo Battisti.
Appartenente alla congregazione di don Orione - il
sacerdote piemontese che per il suo impegno nella carità cristiana e la sua
attenzione verso i più deboli fu canonizzato nel 2004 da papa Giovanni Paolo
II -, Rossi fu ordinato nel 1976 e impegnato per molti anni nel torinese fino
al suo arrivo, 5 anni fa, al Piccolo Cottolengo, la struttura di Santa Maria
la Longa che accoglie persone con disabilità psichiche e fisiche gravi.
«In Friuli si è trovato subito bene - racconta mons. Del
Zotto -. Ha saputo creare ottimi rapporti con tutti». In un primo momento
svolgeva il compito di economo, poi, tre anni fa è diventato direttore della
struttura.
Al Piccolo Cottolengo era in qualsiasi momento circondato
dai suoi «amici». «Conosceva ciascuno degli ospiti del centro e si rivolgeva
loro per nome - ricorda mons. Del Zotto -. Sapeva come relazionarsi con loro,
come coinvolgerli uno per uno. Ecco perché a tutti, ospiti e collaboratori,
resterà un ottimo ricordo di lui».
I funerali di don Nerino Rossi si sono svolti lunedì 2
marzo a Santa Maria la Longa, mentre la salma è stata poi portata a Bresega
di Ponso.

Da “ Gente Veneta” – Diocesi di
Venezia - n. 7 – 7 marzo 2009 p. 12
CHIRIGNAGO – era stato
direttore dal 1996 al 2002
L’improvviso addio a don
Nerino, “mediano” dell’Istituto Don Orione
“Uno su cui si può contare
sempre… che quando serve c’è”
“Mediano" non significa "mediocre". E così
don Flavio Peloso, Superiore generale degli Orionini, può citare la canzone
di Ligabue "Una vita da mediano" per parlare del confratello don
Nerino Rossi, già direttore dell'Istituto "Don Orione" di Chirignago
negli anni 1996-2002, passato al cielo lo scorso 27 febbraio all'età di 61
anni.
«Oltre ai documenti essenziali personali del curriculum
della formazione e poi le nomine e i trasferimenti da un ufficio all'altro
durante la vita sacerdotale, nient'altro ho trovato che facesse parlare di
lui, né per meriti o per imprese particolari e nemmeno per problemi o
difficoltà incontrate o date. Una vita da mediano... », ha detto nell'omelia
del funerale don Peloso. «Uno su cui si può contare sempre, si sacrifica, ma
arriva sempre. Uno poco appariscente, ma che quando serve c'è, dà il suo
contributo. Sta lì, sempre lì, lì nel mezzo, non si tira mai indietro, copre
la sua area di gioco ed è contento di fare tutto quello che può, meglio che
può...».
Nato a Bresega di Ponso (PD), Nerino ha frequentato le
scuole medie nella Villa Soranzo dell'Opera Don Orione a Campocroce di
Mirano, poi il Ginnasio a Erba (CO), l'anno di noviziato e il liceo classico
a Bra (CN). Dopo due anni di Tirocinio a Vigevano (PV) tra ragazzi orfani e
provenienti da situazioni difficili, ha frequentato la Teologia per un anno
al Seminario di Vicenza e poi all'Istituto Teologico Don Orione a Monte Mario
di Roma. Ha fatto la sua Professione perpetua nella Famiglia di Don Orione a
Roma nel 1976, e nello stesso anno è stato ordinato diacono a Roma e
sacerdote a Bresega di Ponso il 17 dicembre.
La sua vita sacerdotale si è svolta nel seminario Don
Orione di Erba (CO) per 4 anni, in una parrocchia di periferia a
Torino-Vallette per 13 anni come viceparroco, e poi nell'ambito sociale: 3
anni a Seregno (MI) con persone diversamente abili, 6 anni a Chirignago, un
anno a Tortona con gli anziani e 5 anni a S. Maria La Longa (UD) con persone
diversamente abili.
Proprio nel centro della provincia di Udine sono stati
celebrati, lunedì 2 marzo al mattino, i funerali (nel pomeriggio anche a
Bresega di Ponso, paese natale). La partecipazione della gente del paese e
degli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di S. Maria e di Bresega,
nonché dei Confratelli e dei parenti, è stata molto sentita: ognuna delle due
chiese parrocchiali era gremita all'inverosimile, con quasi quaranta
sacerdoti concelebranti a S Maria e una trentina a Bresega.
Il Superiore Generale don Flavio Peloso ha scritto a
tutti i confratelli dell'Opera Don Orione, riferendosi ai due sacerdoti
giovani morti recentemente (ad una settimana esatta, don Paolo Coata a Genova
e don Nerino Rossi a S. Maria La Longa), preceduti da altri due giovani:
«Recentemente ci sono morti ben quattro confratelli giovani: Edvaldo,
brasiliano di 37 anni, Conrado Rodolfo, argentino di 41, e, in una settimana,
i due italiani Paolo Coata di 48 anni, e Nerino Rossi, di 61. Gli ultimi due
sono stati colti da morte improvvisa per infarto. Queste morti ci richiamano
la fragilità della vita, la sua preziosità e gratuità. Ci propongono il
pensiero della sua continuità nella vita eterna, in Dio, da cui solo trae
valore ultimo la vita terrena. Non temiamo di immergerci in questi pensieri,
ci faranno del bene, ci condurranno a Dio e alla sapienza della vita, cui la
meditazione della morte quasi costringe. Sono pensieri che, più che
scoraggiarci, ci metteranno in cammino, sul retto e generoso cammino del
"conoscere, amare e servire Dio in questa vita per goderlo poi,
nell'altra, in Paradiso"».
L'ultima opera di don Nerino come direttore a Chirignago
è stato l'ampliamento dell’Istituto, inaugurato l'8 settembre 2002 dal
Patriarca Angelo Scola, presente il sindaco di Venezia Paolo Costa e l'assessore
regionale ai servizi Sociali Antonio De Poli.
Sac. Nerino Agostino ROSSI
Improvvisamente tornato alla casa del Padre il 27
febbraio 2009, nella comunità di Santa Maria la Longa (Udine), a 61 anni d'età,
42 di Professione religiosa e 33 di sacerdozio.
Nerino era nato a Brèsega di Ponso (Padova) il 9 marzo 1947, terzogenito
di sei figli di Silvio e di Maria Morello. Fu battezzato il 16 dello stesso
mese e cresimato il 21 agosto 1954 nella parrocchia "Natività di Maria
SS.ma"
Dopo le scuole elementari al paese, fu accolto il 29 settembre 1959
all'istituto "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano, dove
frequentò la scuola media fino al 1963. Passato al "San Carlo" di
Buccinigo d'Erba (Como), completò il ginnasio con la vestizione dell'abito
religioso (25 settembre 1965). Fece il noviziato a Villa Moffa di Bra (Cuneo)
e professò la prima volta 1' 11 ottobre 1966. Terminato il liceo classico nel
vicino istituto "San Tommaso" (1966-1969), fu inviato a Vigevano
(Pavia) per il tirocinio, come assistente dei ragazzi poveri e
difficili (1969-1971).
Frequentò il primo anno di teologia presso il seminario di Vicenza mentre
era educatore dei ragazzi all'Istituto San Domenico; proseguì e concluse la
sua formazione all'istituto Teologico Don Orione di Roma (1971-1976). Emise
la Professione perpetua l'11 ottobre 1975, ricevette il Diaconato a
Massimilla (Roma) il 3 aprile 1976 e il 17 dicembre 1976 fu ordinato
sacerdote a Brèsega di Ponso (Padova).
Dopo l'ordinazione venne inviato a Buccinigo d'Erba come formatore e
vocazionista, mentre frequentava l'anno di teologia pastorale presso
l'Istituto Lombardo di Teologia in Milano. Nel 1980 venne trasferito nella
Parrocchia S. Famiglia di Nazaret a Torino Vallette, ove si prodigò per 13
anni, prima come consigliere e vicario parrocchiale e pastorale giovanile,
poi vicario (1983-1990) e infine direttore della comunità (1990-1993),
divenendo nel frattempo, responsabile zonale per la catechesi (1984-1988).
Trascorso un triennio (1993-1996) come vicario ed economo nel Piccolo
Cottolengo di Seregno (Milano) collaborando nel ministero pastorale nelle
parrocchie vicine e nel santuario "Maria SS. Ausiliatrice", fu
destinato alla direzione dell'istituto Don Orione di Chirignago (Venezia),
interessandosi concretamente per l'ampliamento e la messa a norma del
complesso, inaugurato 1' 8 settembre 2002 dal Patriarca Angelo Scola.
Dopo un anno di apostolato e collaborazione tra gli anziani del Centro
"Mater Dei" a Tortona (Alessandria), passò come economo prima e
direttore (2005) poi al Piccolo Cottolengo di Santa Maria la Longa (Udine)
che accoglie e assiste persone con disabilità psichiche e fisiche gravi.
Don Nerino si distinse e lasciò in tutti un positivo ricordo del suo
passaggio apostolico, sacerdotale e orionino, interessandosi e relazionandosi
con le persone, prima che con i problemi, sapendo coniugare fede ed operosità
nel fare il bene a tutti, sempre. Molti lo ricordano gioviale, ottimista,
semplice e retto, amante della comunità intesa come spirito di squadra,
sempre pronto a dare e ricevere per la Chiesa, per le anime e i poveri,
attuando l'Instaurare omnia in Christo. Fu un vero compagno di
fatiche, di entusiasmo e di fedeltà nel seguire il Signore e Don Orione.
Era un "mediano" - che non significa mediocre - nella partita
della carità apostolica e orionina, come ricordò il Superiore generale Don
Peloso: "Uno su cui si può contare sempre, si sacrifica, ma arriva
sempre, con il suo contributo, senza arretrare nelle difficoltà, sempre contento
di fare tutto quello che può, meglio che può"
I funerali si svolsero al mattino del 2 marzo nella chiesa parrocchiale di
S. Maria la Longa presieduti dal Superiore generale Don Peloso. Di qui il
feretro partì per Brèsega di Ponso (Padova) dove, dopo il rito presieduto dal
Padre provinciale Don Giarolo, venne accompagnato al camposanto e tumulato
accanto ai genitori.
Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia
Dedicata una piazza a don Nerino Rossi
Non è per nulla facile dedicare
una piazza ad una persona morta da poco tempo: lo scorso 6 settembre a
Bresega di Ponso (PD) è successo! Non sono passati degli anni: solo 171
giorni dopo la morte del nostro Confratello Don Nerino Rossi e la dedica
della piazza al suo nome è realtà.
Don Nerino Rossi è morto improvvisamente il 27 febbraio di quest’anno nella
Casa di S. Maria La Longa (UD), dove da tre anni era Direttore. Don Flavio,
nell’omelia dei funerali a S. Maria, il 2 marzo, ebbe a dire:
Don Nerino Rossi è stato un buon mediano. Che non significa mediocre. Uno su
cui si può contare sempre, si sacrifica, ma arriva sempre. Uno poco appariscente,
ma che quando serve c’è, dà il suo contributo. Sta lì, sempre lì, lì nel
mezzo, non si tira mai indietro, copre la sua area di gioco ed è contento di
fare tutto quello che può, meglio che può.
Dopo la S. Messa della Comunità parrocchiale, in una chiesa gremita di
fedeli, è stata inaugurata la Piazza Don Nerino Rossi – Sacerdote orionino.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da Don Oreste Maiolini, venuto
da Tortona: con Don Luciano Degan, concelebrante, era compagno di classe di
Don Nerino fin dal 1963, dal Ginnasio di Buccinigo. Altri cinque sacerdoti
orionini delle Comunità di Chirignago, Mestre e Trebaseleghe, insieme a due
Padri Cappuccini originari del paese e al parroco, hanno partecipato alla
concelebrazione.
Terminata la Messa si è formato il corteo, con la presenza delle autorità
civili, militari e della protezione civile, che ha raggiunto la piazzetta,
prospiciente la chiesa parrocchiale. Dopo un breve discorso del Sindaco del
comune di Ponso, di cui fa parte anche Bresega, si è proceduto al taglio del
nastro e Don Oreste ha benedetto la targa del nome della nuova piazza.
Altra tappa è stata quella di una preghiera sulla tomba di Don Nerino, del
fratello Daniele (morto a 52 anni) e dei genitori Maria e Silvio.
Nei locali della parrocchia è stato, poi, consumato il pranzo, offerto dalla
Comunità parrocchiale (con la partecipazione di circa un centinaio di
persone).
Alla cerimonia erano presenti rappresentanze di Ospiti di S. Maria La Longa e
di Chirignago, sacerdoti delle Comunità del Triveneto, ex-allievi, parenti e
amici di Don Nerino. (o.m.)
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