Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

 

B (62)

 

Baiardi Vittorio

Baraszkiewicz Jan

Baraszkiewicz Kazimierz

Barbaro Dante

Barbiero Dino

Barbosa Dos Santos Americo

Bardini Ennio

Bariani Enrico

Baron Giovanni

Barra Giuseppe

Bartoli Angelo

Batory Stefan

Battiston Giovanni

Beccalli Filippo

Benicchio Luigi

Benitez Andres

Bergatta Giovanni Battista

Bernardi Pietro

Bernazzani Elio

Bernini Giovanni

Beron De Astrada Carlos

Berri Carlo

Bertolotti Palmo

Bertuzzo Marcello Giuseppe

Bestetti Tarcisio

Bettassa Agostino

Bettiol Angelo

Bettiol Luigi

Bianchi Amerigo

Bianchi Giovanni Osvaldo

Bianchin Giovanni

Biddau Andrea

Bidone Paolo

Bienisiewicz Wladyslaw

Bigelli Mario

Bissolati Erte

Bo Enrico

Bongioni Roberto

Bonifaci Bartolomeo

Bonifaci Giovanni

Borchini Guido

Bordin Antonio

Borile Guido

Borowiec Jan Wladyslaw

Bortignon Felice

Boselli Pietro

Bozzini Francesco

Bozzolan Giuseppe

Braceschi Pietro

Bravieri Ugo

Bresciani Vittorio

Breuvè Rubino

Brinchi Mario

Brunello Domenico Angelo

Brusamonti Giuseppe

Brusaterra Vittorio

Brzezinski Vladislao

Bufalini Rocco

Burzoni Lino

Burzinski Jean Piotr

Busi Filippo

Bussolini Pietro

Sac. CARLOS BERON DE ASTRADA

da Villa Mercedes (San Luis, Argentina), passato al Signore in Claypole (Buenos Aires) l’11 ottobre 1997, a 84 anni di età, 59 di professione religiosa e 54 do sacerdozio.

La sua memoria era legata particolarmente al colloquio avuto l’8 dicembre 1935 con il Beato Fondatore Don Orione quando gli prospettò la ragione  santa della sua vita con la frase scritturale, poi scrittagli su un foglietto il 15 gennaio 1936: “Melior est die s una in atriis tui, Domine, super millia. - È meglio un giorno nella tua Casa, o Dio, che mille giorni nel mondo. (dai salmi).”. Don Orione stesso lo accolse poi nell’Opera il 25 marzo 1936, - quando aveva già 23 anni, essendo nato il 9 settembre 1913 e fatto il servizio militare come ufficiale di riserva - e, nell’agosto 1937, lo condusse con sé in Italia, insieme all’altro aspirante Luigi Smiriglio.

Preso l’abito sacro il 10 ottobre 1936, in Argentina, appena giunto in Italia fece il noviziato a Villa Moffa (1937-38), professando qui la prima volta il 15 settembre 1938 e compiendovi il liceo (1938-40), per passare poi, per la teologia, all’Università Gregoriana in Roma e al Laterano (1940-45), donde uscì con licenza in Teologia. Nel frattempo, riceveva gli ordini sacri e , dopo la professione perpetua (25 gennaio 1942), il presbiterato, il 31 ottobre 1943, prestando contemporaneamente servizi ai nostri Don Silvio Parodi, Don Piccinini e all’Abate Caronti, Visitatore apostolico dell’Opera.

Nel 1943 fu destinato direttore  dell’Istituto per Coadiutori di Vigevano (Pavia), aperto nel febbraio precedente. Terminata la guerra e creata la Provincia “N. S. de la Guardia” in Argentina, tornò in Patria Argentina il 9 novembre 1946, fu Segretario del Provinciale Don Giuseppe Dutto (1946-56), Direttore e Vicario provinciale di Don Baldussi (1956-60) a Victoria, Parroco e Delegato Regionale a San Carlo e  all’Assunzione in Montevideo (1960-67).

Fatto direttore del Piccolo Cottolengo di Claypole dal 15 agosto 1967 al 1971, venne eletto poi Direttore Provinciale  della stessa Provincia dal 15 agosto 1971 alla stessa data del 1976. Ancora direttore del Piccolo Cottolengo di Claypole fino al febbraio 1978, dal marzo 1978 al 1984 fu Rettore del Santuario di Itatì e direttore della Comunità, rimanendovi come vicario sino al 1987.

Dopo essere stato un anno direttore  d’Opera della Scuola Arti e Mestieri al Tigre (1987-88), tornò alla Casa provinciale in Buenos Aires come vicario.

Dal 1993 al 1995 si adoperò come viceparroco a Pompeya e incaricato della Cappella “S. Cuore di Gesù”.

La malferma salute, nel marzo 1995, consigliò di dargli cure e riposo nel Piccolo Cottolengo di Claypole, dove prestò, fin che poté, fraterni servizi in grande fedeltà e amore al Padre Fondatore e all’amata Congregazione, donandole la forte intelligenza e il carattere robusto, inclinato alla socievolezza, alla comprensione, alla volontà di giovare al bisogno dei sudditi e del prossimo.

Il 12 marzo 1984 aveva pronunciato il IV Voto di speciale fedeltà al Papa.

(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia" settembre - dicembre 1997)