Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

B (62)

 

Baiardi Vittorio

Baraszkiewicz Jan

Baraszkiewicz Kazimierz

Barbaro Dante

Barbiero Dino

Barbosa Dos Santos Americo

Bardini Ennio

Bariani Enrico

Baron Giovanni

Barra Giuseppe

Bartoli Angelo

Batory Stefan

Battiston Giovanni

Beccalli Filippo

Benicchio Luigi

Benitez Andres

Bergatta Giovanni Battista

Bernardi Pietro

Bernazzani Elio

Bernini Giovanni

Beron De Astrada Carlos

Berri Carlo

Bertolotti Palmo

Bertuzzo Marcello Giuseppe

Bestetti Tarcisio

Bettassa Agostino

Bettiol Angelo

Bettiol Luigi

Bianchi Amerigo

Bianchi Giovanni Osvaldo

Bianchin Giovanni

Biddau Andrea

Bidone Paolo

Bienisiewicz Wladyslaw

Bigelli Mario

Bissolati Erte

Bo Enrico

Bongioni Roberto

Bonifaci Bartolomeo

Bonifaci Giovanni

Borchini Guido

Bordin Antonio

Borile Guido

Borowiec Jan Wladyslaw

Bortignon Felice

Boselli Pietro

Bozzini Francesco

Bozzolan Giuseppe

Braceschi Pietro

Bravieri Ugo

Bresciani Vittorio

Breuvè Rubino

Brinchi Mario

Brunello Domenico Angelo

Brusamonti Giuseppe

Brusaterra Vittorio

Brzezinski Vladislao

Bufalini Rocco

Burzoni Lino

Burzinski Jean Piotr

Busi Filippo

Bussolini Pietro

  Sac. Andrea Biddau

  da Modolo (Nuoro), morto a Roma il 12 marzo 1964, a 53 anni di età, 34 di Professione e 23 di Sacerdozio.

 

  Don Giuseppe Zambarbieri, direttore generale, su: "Atti e Comunicazioni della Curia generalizia"  nella lettera per la Santa Pasqua del 1964 scrive:

Un pensiero di suffragio per i nostri morti.

Avrete ricevuto,1'annuncio della morte del compianto nostro Don Biddau. Il Signore lo ho chiamato sul mezzogiorno del 12 marzo, nel giorno stesso del venerato Fondatore. Si trovava da qualche settimana nella Casa generalizia, a Roma, dove era stato accompagnato in seguito alla gravissima malattia che lo aveva colpito mesi fa a Reggio Calabria. Da anni si prodigava all'Istituto San Prospero, attendendo alla scuola tipografica, tanto benvoluto da tutti, operai e giovani alunni, per la sua mitezza e bontà. Non era mai stato ammalato e quasi non riusciva a capacitarsi, quando all'improvviso fu schiantato da una paresi, che si dovesse stare per lunghi giorni in un letto, abituato come era a lavorare e lavorare. Anche le analisi e gli accertamenti ripetuti a Roma non fecero, purtroppo, che confermare la gravita del male. Don Andrea, già assistito con tanta carità a San Prospero e alla Opera Antoniana di Reggio, fu circondato da ogni attenzione e delicatezza alla Casa generalizia, e non finiva — nella sua sensibilità — di ringraziare. La mattina del 12 marzo vennero  i suoi fratelli dalla Sardegna e potè trattenersi con loro a lungo, in piena lucidità. Preparato dal caro Don Dutto si dispose poi all'Olio Santo, con tanta pietà e con filiale abbandono nelle mani della Divina Provvidenza. Sul mezzogiorno sopraggiungeva il collasso e mentre si recitavano le preghiere degli agonizzanti. Don Andrea è dolcemente andato incontro al suo Signore...