Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

B (62)

 

Baiardi Vittorio

Baraszkiewicz Jan

Baraszkiewicz Kazimierz

Barbaro Dante

Barbiero Dino

Barbosa Dos Santos Americo

Bardini Ennio

Bariani Enrico

Baron Giovanni

Barra Giuseppe

Bartoli Angelo

Batory Stefan

Battiston Giovanni

Beccalli Filippo

Benicchio Luigi

Benitez Andres

Bergatta Giovanni Battista

Bernardi Pietro

Bernazzani Elio

Bernini Giovanni

Beron De Astrada Carlos

Berri Carlo

Bertolotti Palmo

Bertuzzo Marcello Giuseppe

Bestetti Tarcisio

Bettassa Agostino

Bettiol Angelo

Bettiol Luigi

Bianchi Amerigo

Bianchi Giovanni Osvaldo

Bianchin Giovanni

Biddau Andrea

Bidone Paolo

Bienisiewicz Wladyslaw

Bigelli Mario

Bissolati Erte

Bo Enrico

Bongioni Roberto

Bonifaci Bartolomeo

Bonifaci Giovanni

Borchini Guido

Bordin Antonio

Borile Guido

Borowiec Jan Wladyslaw

Bortignon Felice

Boselli Pietro

Bozzini Francesco

Bozzolan Giuseppe

Braceschi Pietro

Bravieri Ugo

Bresciani Vittorio

Breuvè Rubino

Brinchi Mario

Brunello Domenico Angelo

Brusamonti Giuseppe

Brusaterra Vittorio

Brzezinski Vladislao

Bufalini Rocco

Burzoni Lino

Burzinski Jean Piotr

Busi Filippo

Bussolini Pietro

Sac. DOMENICO ANGELO  BRUNELLO

da Quinto di Treviso, passato al Signore in Trebaseleghe (Padova) il 27 agosto 1996, a 84 anni di età, 61 di professione religiosa e 54 di sacerdozio. Riposa a San Giorgio di Quinto (TV).

Forte emozione ha suscitato, nella folla che, presente il Card.  Glemp, Primate di Polonia, gremiva il Santuario della Madonna della Guardia in Tortona, nel corso della annuale novena, l'annuncio della dipartita di questo nostro confratello, il cui nome rievoca in molti uno dei fatti che più impressionarono i Tortonesi, nel corso dei lavori per la costruzione del bel Tempio (1928-1931).  Il 27 Ottobre 1930 il chierico Brunello cadeva, dall'altezza di 18 metri, nella cripta ancora in allestimento, facendo temere per la sua vita: subito soccorso e portato all'ospedale, vi stette in osservazione 40 giorni, per uscirne poi senza danni alla persona.  Il beato Don Orione attribuì sempre questo "miracolo" alla protezione palese della Madonna, alla quale egli, nel marzo 1927, in un memorabile pellegrinaggio a piedi sul Monte Figogna di Genova, aveva implorato che nessuna disgrazia venisse a turbare i lavori del tanto atteso Santuario, del quale aveva fatto voto con la popolazione di Tortona nel 1918, invocando la fine vittoriosa della guerra e il ritorno, sani e salvi, dei combattenti del rione di San Bernardino.

L'episodio qui ricordato segnò sempre di filiale, tenera gratitudine i ricordi e il cuore del caro confratello e ne confortò il cammino verso il compimento della vita religiosa e il sacerdozio.

Nato primogenito il 17 luglio 1912 da numerosa famiglia, era stato accolto il 23 ottobre 1928, nella Casa Madre dell'Opera in Tortona, dallo stesso Don Orione e da Don Sterpi, che lo assegnarono alla schiera dei chierici maggiori, chiamati "i carissimi", che studiavano in San Bernardino, contemporaneamente addetti, a turno, ai lavori per la costruzione del Santuario, del Seminario Panzarasa, dell'Istituto filosofico di Villa Moffa (Bra), dell'Asilo di Villa Romagnano e del Dante Alighieri, alternandosi con i compagni che, presso le Suore Sacramentine, al Groppo, preparavano il pane per le comunità dell'Opera in Tortona.

Compiuto il noviziato a Villa Moffa (1934-35), professò ivi il 15 agosto 1935, completando anche gli studi liceali.  Nel novembre 1935 lasciò l'Italia per il sud America, ivi atteso e accolto dal nostro Beato Fondatore, che da Montevideo lo accompagnò a Buenos Aires e di qui a Victoria (Argentina), ove ebbe la consolazione di fare la teologia e un po' da segretario di Don Orione, sino a quando questi ripartì per l'Italia nell'agosto 1937.  Pronunciò i voti perpetui, con giuramento di povertà, in Buenos Aires il 21.12.1940.

Il 22 febbraio 1942, in Mar del Plata, ricevette il presbiterato e fu viceparroco e insegnante in Chaco Itatì e dal 1945 al 1947 a Mar del Plata.  Il 10 gennaio 1947 rivide l'Italia, lavorando, in prevalenza, come in America, tra i giovani, a Monte Mario in Roma (1947-1951), a Bra, all'Istituto Manin di Venezia sino alla chiusura (1966), nella Casa del Giovane Lavoratore in Torino (1969-1971) e all'Istituto Artigianelli di Venezia (1971-1995), insegnante, vicario, "segretario e tutto fare", come definiva se stesso, molto ricordato e ben voluto dagli ex allievi, che ne apprezzarono ovunque il carattere comprensivo, stimolatore al bene, semplice e allegro.

Dal 1995 fu in cura nella Casa di Trebaseleghe, dove la lunga malattia lo preparò all'incontro con Don Orione, Don Sterpi e i confratelli sempre tanto amati.

Il 29 agosto 1987 aveva emesso il IV voto di fedeltà al Papa nel carissimo Santuario della Madonna della Guardia in Tortona.

  dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia" maggio agosto 1996