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Sac. BERTUZZO MARCELLO GIUSEPPE
da Piove di Sacco (Padova), passato al Signore in
Genova-San Martino il 4 gennaio 1993, a 73 anni di età, 56 di professione
religiosa e 49 di sacerdozio.
Nato da famiglia povera e numerosa il
7 ottobre 1919, era stato raccomandato e affidato alla Piccola Opera dallo
zio, suo omonimo, Parroco di Correzzola, quando la sua famiglia si era ormai
stabilita a Veneria (Torino); donde egli venne a Tortona il 14 ottobre 1930,
a scuole elementari terminate. Fatto il ginnasio tra Tortona, Montebello e
ancora a Tortona (1930-35), fece il suo noviziato a Villa Moffa, sotto la
guida del venerato Don Cremaschi e professò la prima volta il 7 ottobre 1936.
Sensibile, forte, aperto e gioviale, dimostrò subito
buone disposizioni, che si perfezionarono lungo il corso degli studi di
filosofia a Tortona (1933-35) e di teologia, iniziati nell'Istituto Divin
Salvatore di Roma, e interrotti, come di regola, dal tirocinio, con
assistenza ai collegiali in anni (1937-39) e ai probandi in Montebello di
Pavia. Completò la teologia poi a Roma (1940-43), professando in perpetuo il
25 gennaio 1942, e ricevette il presbiterato a San Carlo al Corso in Roma il
16 maggio 1943, dopo aver conseguito alla Gregoriana la licenza di teologia.
Il curriculum di Don Bertuzzo, dopo la sacra
ordinazione e l'anno di pastorale al Castello Burio (Asti), si presenta molto
vario e intenso, con incarichi anche di responsabilità di governo e di
collaborazione alla direzione provinciale locale. Possiamo accennare che fu
vicemaestro di noviziato a Villa Moffa (1944-46), responsabile degli studi e
confessore degli aspiranti dell'Opera di Ortonovo (La Spezia) (1946-47), al
seminario diocesano di San Severino Marche (1947-49) e a Montebello,
direttore a San Severino M. (1950-53), direttore spirituale a Sassello
(1953-58), direttore e economo a Pitigliano (GR) (1958-61), economo a Villa
Moffa (1961-68), a Sassello e poi direttore del Piccolo Cottolengo di
Castagna-Genova (1969-72). In seguito motivi di salute lo fecero collocare a
riposo nella Colonia della Perolla (Massa Marittima). Fu poi Vicario
provinciale della San Benedetto con sede alla Castagna e al Paverano
(1973-81), ed economo al villaggio della Carità ai Camaldoli di Genova
(1981-84), donde tornò, senza incarichi per salute, al Paverano e nel 1986 a
Diano Marina.
Già il 29 agosto
1961 aveva chiesto e ottenuto di pronunciare il giuramento di fedeltà al
Papa, bramoso come era di offrire se stesso in piena dedizione a Dio e alla
Congregazione, che fu supremo, gioioso ideale della sua vita. Nel 1950, il 16
aprile, aveva anche prestato il giuramento, come allora si usava, in difesa
della povertà religiosa nella Piccola Opera, che amò e onorò nella varietà
delle mansioni - scuola, direzione spirituale, governo di Case, membro di
commissioni capitolari (1947-76), economia, anche parrocchiale, e
insegnamento -, che l'ubbidienza gli affidò, come testimonianza anche della
sua fedeltà e amore a Don Orione, Don Sterpi e alla Congregazione.
(dagli "Atti e Comunicazioni
della Curia Generale" gennaio aprile 1993)
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