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Sac.
Eugenio Fausto CANINI
da Sassocorvaro (Pesaro), passato al Signore nel Paverano
di Genova il 2 dicembre 1998, a 81 anni di età, 63 di professione religiosa e
55 di sacerdozio.
Ricordava sovente, con
commozione, l’accoglienza dolce e paterna fattagli da Don Orione e Don
Sterpi, il 22 ottobre 1929, quando pose piede nella Casa Madre in Tortona,
allietata allora da una vera schiera di aspiranti dell’Opera. L’anno prima
aveva perduto il papà Tommaso, che aveva lasciato lui, maggiore di due
fratelli, perché nato il 25 agosto 1917. Uno di loro, Eliseo, lo seguirà nel
1933, riuscendo ottimo Figlio della Divina Provvidenza, ma precedendolo, nel
premio eterno, cinque anni or sono, il 20 novembre 1993.
L’indole mite,
semplice, entusiasta e impegnata di Eugenio, al di là della minuta persona,
pose subito in luce la sua convinta vocazione al servizio del Signore, e ne
garantì la soda formazione spirituale e la regolare riuscita negli studi e
nelle tappe della sua crescita religiosa.
Ricevuto il santo abito
da Don Orione il 29 agosto 1930, dal 1929 al 1934 fece il ginnasio a Tortona,
Voghera e Montebello. Iniziato il liceo nella Casa Madre (1933-34), fece il
noviziato a Villa Moffa, coronato dalla prima professione religiosa
(15.8.1935). Compì poi un triennio di tirocinio nella Colonia Agricola di
Monte Mario in Roma, dimostrando particolari disposizioni per l’assistenza e
l’insegnamento ai fanciulli. Dopo la teologia, regolarmente frequentata nel
Seminario diocesano di Tortona (1939-43) – e professando in perpetuo nel
Santuario di Tortona, il 15 agosto 1941 – il 19 giugno 1943, ricevette il
presbiterato, nella cattedrale, dal Vescovo Mons. Melchiori.
Dopo l’anno di
tirocinio pastorale nel Castello Burio di Costigliole (Asti), fu destinato
Cappellano e incaricato dell’Oratorio a Milano, (presso il Piccolo
Cottolengo, parrocchia S. Benedetto) (1945-55), con particolare attenzione al
Villaggio Svizzero. Passato poi un anno tra i giovani della Parrocchia San
Rocco in Alessandria, lavorò a Voghera come direttore spirituale e incaricato
della Chiesa S. Pietro (1956-59). Fu un anno in aiuto alla Parrocchia di
Carbonia (Sardegna); Vicario e assistente di fanciulli e comunità di Genova
Borzoli (1960-62). Delegato delle vocazioni a San Biagio di Fano (1962-68),
direttore spirituale dei probandi a Selargius (Cagliari) (1968-69),
responsabile dell’Istituto di Via Borghini a Firenze; ancora direttore
spirituale dei probandi a Fano-San Biagio (1970-73) e finalmente cappellano a
Genova Paverano, con incarico presso la Casa “Santa Caterina” e confessore
nelle varie case.
Aveva emesso lo
speciale IV Voto di fedeltà al Papa con il primo gruppo, il 13 agosto 1983.
Da alcuni anni cominciò
ad accusare bisogno di cure, ma il suo spirito conservò serenità, confermando
il giudizio di grande impegno spirituale, dato su di lui dai confratelli, e
confermato dalla copiosa corrispondenza filialmente da lui mantenuta con i
Superiori, ai quali, nel 1956 egli scriveva il suo santo proposito : “Essere
un vero figlio della Divina Provvidenza e un santo sacerdote - questo, e non
altro - è stato il desiderio della mia vita. Cercherò di fabbricare in me un
santuario (Maria SS.ma), di formare in me un tabernacolo (Eucarestia) e un
Calvario (Gesù Crocifisso).”. Anelito di un degno sacerdote, vero figlio
spirituale del Beato Don Orione.
(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia")
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