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Sac.
Giovanni Battista Carminati
da Pagazzano
(Bergamo), morto a Mercedes (Argentina) il 21 marzo 1964, a 52 anni di età,
28 di Professione e 22 di Sacerdozio.
"In
memoria di Don Giovanni Carminati " di Don Giuseppe Zambarbieri FDP
Buenos Aires, 24-27 Aprile 1964 Deo
gratias
Carissimo Don Parodi e carissimi tutti, la pace del Signore sia sempre con
noi!
Da ieri il compianto nostro Don Carminati è tornato per sempre
tra i suoi orfanelli della Colonia Agricola Torello di MERCEDES, e si è
compiuto così l'estremo suo desiderio. S. E. Mons. Tome e le autorità civili
avevano dato ogni permesso da tempo, tanto volentieri, con una testimonianza
di stima verso il carissimo confratello riuscita di indicibile conforto a noi
tutti ed ai molti amici che si stringono sempre più intorno alla Casa di
Mercedes dopo la prova che ci ha così gravemente colpito.
Ero già stato alla Colonia, qualche giorno dopo il mio arrivo
in Argentina, per una parola di conforto a quei buoni piccoli e bravi giovani
che sapevo tanto affezionati al loro Padre Carminati. Come erano rimasti
contenti, quando avevo loro assicurato che la salma del loro Direttore
sarebbe stata tumulata alla Colonia! Avevo potuto avere anche particolari
sulla così improvvisa scomparsa del nostro carissimo Confratello, che
soffriva da tempo disturbi al fegato, ma aveva continuato a lavorare ed a
prodigarsi senza alcuna preoccupazione.
Durante la settimana di Passione, ebbe delle coliche molto
forti e dovette mettersi a letto. Il 20 marzo, venerdì, si alzò e volle
celebrare la Santa Messa ai ragazzi della Colonia: un centinaio di bambini,
la più gran parte senza famiglia e senza affetti. La commemorazione dei
Dolori di Maria SS.ma offriva uno spunto tanto opportuno per ricordare ai
ragazzi senza mamma la presenza — in ogni ora della giornata, specie nelle
più tristi e sofferte — della Madonna, la Mamma celeste che non muore mai...
E disse delle parole tanto belle e convincenti (così mi confidava il buon
Padre Marchi) sull'amore tenerissimo di Maria Santissima, soprattutto verso
gli orfani e i derelitti. Fu l'ultima sua Messa; e l'ultima sua predica
sembra oggi un testamento ai ragazzi cui voleva tanto bene ed ai quali aveva
consacrato la sua vita.
L'atteso
incontro con il Signore
Quasi presago, da qualche tempo andava ripetendo al Padre
Marchi che, se il Signore lo avesse chiamato, suo desiderio sarebbe stato
quello di essere sepolto alla Colonia, proprio per restare, anche dopo la
morte e per sempre, in mezzo ai suoi ragazzi: «Oh, non certo in chiesa —
diceva con quel suo tono bonario —, che non son degno, ma neppure dove
piove... Qui (e indicava il piccolo atrio all'ingresso secondario della
chiesa) per terra: così i ragazzi, quando passeranno dal refettorio per
andare in chiesa, avranno un pensiero per me......
Dopo la S. Messa del venerdì di Passione e quelle sue parole
sull'Addolorata, fu preso da gravissima colica con dolori così atroci che si
rese necessario il ricovero in ospedale. I medici si trovarono dinanzi ad un
caso quasi disperato e decisero per l'intervento. In un primo momento
sembrava che tutto andasse favorevolmente: sabato mattina, invece, il cuore —
già infermo per un'asma, che lo tribolava da anni — cedette... Il buon Padre
O' Neil, dei Pallottini, affezionato a Don Carminati come al più caro dei
fratelli (erano legati da tempo da santa amicizia, si confessavano a vicenda
e si aiutavano con edificante carità), potè predisporre il caro ammalato ai
Sacramenti e li amministrò confortato lui stesso dalla pietà, così serena e
fiduciosa, di chi si avviava contento verso l'incontro col Signore: un
incontro che non giungeva del tutto improvviso, perché da qualche tempo lo
aveva come sentito vicino, preannunciandone l'imminenza proprio mentre dalla
Colonia veniva trasportato all'ospedale.
E poi, in Paradiso andava tanto volentieri, anche per ricongiungersi con papa
e mamma e col fratello Luigi, lui pure caduto vittima della carità, tanto
giovane, mentre si prodigava, sul finire della guerra, per procurare il pane
ai poveri del Piccolo Cottolengo Genovese.
Il rev.mo Padre O' Neil non lo abbandonò più, dopo i Sacramenti, e volle
confortarne gli ultimi momenti con una generosità ed una delicatezza che noi
non potremo più dimenticare. Si prestò per comporre la cara salma e la
rivestì con paramenti sacerdotali prelevati dalla sua chiesa — il bellissimo
tempio di San Patrizio, che mise a disposizione per i funerali —, provvedendo
per gli addobbi, per la funzione, per tutto, come se si trattasse di un suo
confratello. Tutta la città di Mercedes parve in lutto per la morte di Don
Carminati, tanta benevolenza aveva saputo conquistare con la sua bontà ed il
suo grande amore agli orfanelli. Al passaggio della bara non ci fu negozio
che non abbassasse la saracinesca ed una folla davvero imponente accompagnò
il feretro alla Cattedrale, dopo la Santa Messa solenne celebrala dallo
stesso Ecc.mo Vescovo Mons. Tome, che, in quelle ore così dolorose, fu vicino
ai nostri confratelli con cuore di padre, generosissimo. Disse, prima delle
esequie, parole tanto affettuose ed ammirate all'indirizzo del caro Padre
Carminati, ed offerse la cripta della cattedrale per la sepoltura
provvisoria, in attesa del trasporto della bara alla Colonia, secondo il
desiderio vivissimo anche degli amici.
Don Carminati torna tra i suoi orfanelli
E ieri, dunque, nel Trigesimo dei funerali, ci siamo dati convegno a Mercedes
per la traslazione. Con la consueta sua carità, ha voluto presenziare ancora
S. E. Mons. Tome, come pure molti sacerdoti della città e tanti amici. Dalla
colonia erano venuti tutti gli orfanelli, con il P. Cono — che sostituisce il
compianto Don Carminati nella direzione —, il P. Marchi ed il fratello
coadiutore Juan Acevedo. Da Buenos Aires si sono uniti a me, al Direttore
Provinciale Don Lucarini, al Vicario Provinciale Don Iwerìowschi e a Don
Lorenzetti, venuto da S. Francisco de Cordoba, il P. Kisilak, Don Buggeri e
tutti i nostri chierici dell'Istituto di S. Miguel (filosofi e teologi), che
hanno cantato la Messa del Perosi. C'era anche la Madre Provinciale delle nostre
Suore, Madre Maria Benvenuto, con altre consorelle. La bara dalla cripta è
stata portata nella chiesa superiore e Don Lucarini ha officiato le esequie.
Quindi si è formato il corteo dalla cattedrale alla nostra colonia,
attraversando gran parte della città. Hanno fatto ala d'onore gruppi di
bambini biancovestiti delle scuole elementari statali ed il furgone ha dovuto
sostare per ricevere l'omaggio dei loro fiori.
E' stata una cosa molto commovente, questa spontanea testimonianza di piccoli
a chi tanto ha amato gli orfani ed i bisognosi. All'ingresso della colonia
attendeva la banda dell'esercito con un plotone di soldati che ha reso gli
onori delle armi, presenti il comandante militare e l'intendente della città
di Mercedes. Un altro momento commovente è stato quello della Santa Comunione
degli orfanelli che, durante la Santa Messa solenne, hanno voluto offrire al
loro compianto Direttore il dono che sapevano più gradito al suo cuore. Agli
orfanelli si sono uniti gli insegnanti e gli amici: quante Comunioni abbiamo
così distribuite! Le esequie sono state officiate da S. E. Mons. Tome. La
bara venne quindi recata dai confratelli all'ingresso laterale della Chiesa,
dove era stata preparata la tomba.
Don Lucarini ha ringraziato le autorità e gli amici per il così generoso
omaggio rinnovato alla memoria del carissimo Padre Carminati, rivolgendo
l'ultimo saluto al compianto confratello, di cui amò ricordare in modo
speciale il carattere bonario, la semplicità, il gran cuore. Parole molto
commoventi dissero anche il Sig. Juan Carlos Uncal a nome del Gruppo Amici di
Don Orione (facendo eco al mirabile discorso che aveva tenuto, nel giorno dei
funerali a Mercedes, il Dott. Romolo Garona Gorbia), ed il Sig. Geronimo
Santoro a nome dei radioamatori. Poi, mentre la banda militare eseguiva in
sordina il motivo del « silenzio » fra la più grande emozione di tutti i
presenti, particolarmente dei ragazzi, la bara è scesa nella tomba.
Una lapide, fatta preparare dagli Amici, che hanno voluto provvedere a tutte
le spese, reca i dati del compianto Confratello (53 anni di età, 29 di
professione religiosa, 22 di sacerdozio) e la seguente
iscrizione: «Dopo un trentennio di generosa fatica a bene degli orfani e dei
poveri in terra argentina, ha desiderato di essere sepolto alla Colonia
Agricola o José Bafael Torello» per essere vegliato, per sempre, dalle
preghiere dei piccoli da lui tanto amati ».
Quando, dopo un'ultima benedizione alla tomba, stavo per
avviarmi verso la casa unitamente a Mons. Tome, un orfanello che aveva gli occhi
ancora pieni di lacrime, mi si è avvicinato timidamente per offrirmi due
garofani toccati alla bara; li porterai, tornando in Italia, al fratello ed
alla sorella, che stanno al paese nativo di Pagazzano (Bergamo) e che abbiamo
tanto ricordato insieme a tutti i familiari.
Il carissimo Mons. Tome si è trattenuto amabilmente con noi a
mezzogiorno, e la sua presenza ci ha tanto confortato. Non ho potuto a meno
di esprimergli anche pubblicamente la gratitudine vivissima di tutti i
confratelli. Egli si è compiaciuto rispondere parlando a lungo nel
refettorio, dicendo la sua grande ammirazione per il venerato Fondatore, la
speciale sua consolazione per il clima di carità fraterna che regna nella sua
diocesi, anche per l'impegno generoso dei religiosi che collaborano, tanto
bene e tanto uniti col Vescovo e col clero secolare. Ha voluto anche tradurre
le mie parole agli orfani, esortandoli a ricordare sempre nella preghiera il
compianto loro direttore, a sostare sulla sua tomba, soprattutto a crescere
buoni, così che il Padre Carminati lì possa sempre benedire dal cielo.
Ai piedi della Vergine di Lujan
Ritornando a Buenos Aires, ci siamo fermati a LUJAN per una
visita all'immagine miracolosa della Vergine, che è in tanta venerazione nel
bellissimo tempio gotico cui l'Argentina guarda come al suo santuario
nazionale. Alla Madonna, davanti alla quale ripetutamente ha pregato per noi
il venerato nostro Padre Don Orione, ho inteso affidare ancora una volta
tutta quanta la nostra «famiglia», ricordando tutti, vicini e lontani,
raccomandando tutti, particolarmente i nostri ammalati, gli alunni e gli ex
alunni, i nostri giovani lavoratori ed operai, gli assistiti, gli Amici,
tutti quelli che ci vogliono bene e ci fanno del bene. All'altare del Sacro
Cuore abbiamo recitato un «de profundis» sulla tomba del compianto Mons.
Serafini, che avevamo avuto nostro ospite a Roma, durante la prima sessione
del Concilio Ecumenico, e la cui morte — avvenuta durante il suo ritorno in
Argentina, e dopo la visita a diverse nostre Case, in Italia come in Spagna —
ci aveva tanto addolorato.
la lettera
segue dando altre notizie dall'Argentina......
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