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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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C (103) Campanelli Nazareno fra Bernardino |
da San Zenone degli Ezzelini (Treviso), morto ad Asolo (Treviso) il 5 agosto 1980, a 69 anni di età, 46 di professione e 40 di sacerdozio. Riposa a Ca' Rainati di San Zenone degli Ezzelini (TV) Nato il 10 maggio 1911 a S. Zenone degli Ezzelini (Treviso), entrò in Congregazione a 19 anni in quella categoria speciale che Don Orione chiamava con titolo di predilezione i «Carissimi». Alternando con particolare zelo studio e lavoro, potè compiere a Tortona in un triennio i suoi studi medi - superiori e a Villa Moffa il noviziato nell'anno 1933 - '34. Seguirono poi tre anni di laborioso servizio presso i malati dei nostri Piccoli Cottolengo, prima a Milano e quindi a Genova - Quarto Castagna. Compiuti poi a Tortona gli studi teologici fu ordinato sacerdote il 21 luglio 1940. Assistente dei probandi per alcuni anni, viene poi destinato nel 1942 a Noto in Sicilia, Rettore della Parrocchia e dell'Eremo di San Corrado fuori le mura. Nel 1948 è a Napoli, assistente e insegnante elementare e nel 1952 al Monte Soratte, di nuovo fra gli Eremiti con i quali si sentiva tanto congeniale per la sua tendenza alla vita di orazione e silenzio. Esercitò anche il ministero pastorale a S. Oreste, come vice parroco nel 1957, a Borgo Bainsizza nel 1958 e a Spezzano Albanese nel I960. Passa poi a Roma nell'Istituto per orfani a Monte Mario. In seguito la malferma salute lo costringe a una vita di forzato riposo e di penoso sacrificio che egli accetta sempre con serena rassegnazione conscio di questa nuova nobile missione che il Signore gli ha affidato. Le relazioni su di lui ripetono costantemente «amante del lavoro e del sacrificio» e lui stesso dichiara esplicitamente in una relazione del 1941. «Mia inclinazione particolarissima è di poter vivere e morire nel servizio dei nostri Poveri in un Piccolo Cottolengo». C'è materia più che sufficiente per qualificare il caro Don Angelo un vero «orionino» e guardare con ammirazione al suo esempio. Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia
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