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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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C (103) Campanelli Nazareno fra Bernardino |
da Spinetta (Cuneo), morto a Genova il 25 gennaio 1968 a
70 anni di età, 31 di Professione e 26 di Sacerdozio. Riposa nel cimitero di
Tortona (AL). Don Costanzo Costamagna, il « barba » Del caro Don Costamagna, mancato il
25 gennaio a Genova, quante cose vorrei dire, anche per una doverosa testimonianza
personale di riconoscenza! Lo
ricordo particolarmente alla Casa Madre di Tortona nel suo così pesante e sofferto incarico di economo in quegli anni
tanto difficili, e accanto a Don Orione
malato. Che motivi di edificazione per me, ancora aspirante, dal suo sacrificio nel correre tutta la giornata in
bicicletta per provvedere con mezzi così
esegui a necessità immense, e vederlo, durante la notte, prendere un poco di riposo su di un materasso steso per
terra, accanto alla porta di Don Orione infermo, pronto ad accorrere al
minimo cenno. Era allora ancora chierico, ma aveva già fatto la guerra; ne era tornato invalido, e trovò la sua gioia nel prodigarsi senza risparmiarsi un momento. Prima dell'ordinazione aveva lavorato, sfacchinando come un manovale, alla costruzione del Santuario a Tortona e del Piccolo Cottolengo di Genova-Castagna. Continuò a lavorare, una volta divenuto sacerdote nel 1941: ancora a Tortona. poi a Buccinigo, a Napoli — durante la guerra — quando lo videro, ogni giorno, trascinare il carrettino con le provviste che egli riusciva a raccogliere — in ore così tribolate — per i poveri del nascente Piccolo Cottolengo. Dal '44 al '48 dovette fermarsi per un ritorno del suo male, e fece un gran bene, malato, tra i malati del Sanatorio San Luigi dì Torino. Passò alla Colonia del Piccolo Cottolengo in Sordevolo, e si cattivò — lavorando — la fiducia dei contadini, anche dei non pochi «lontani» che trovarono
facile tornare alla Pasqua e alla
Messa attraverso gli incontri con Don Costamagna, sempre pronto a prestarsi
per le confessioni, specie per gli uomini e giovanotti che forse non si
sarebbero confessati se non dal «barba». Altri anni preziosi di apostolato
fra i lavoratori della poverissima Casa di via Susa
a Torino, dal 1951 al 1958, e poi della Casa per
giovani lavoratori di corso Principe Oddone, dove spese le ultime sue energie
finché il male lo costrinse a ritirarsi prima ad Ameno e poi al Villaggio della Carità dei Camaldoli,
dove il Signore gli è venuto incontro il 25
gennaio, verso la mezzanotte, a 71 anni di età. Lo
avevo visto l'ultima volta per Natale: ma non mi aveva più riconosciuto. Nella S. Messa concelebrata nel Santuario «Causa
nostrae laetitiae» come mi è venuto spontaneo raccomandarlo alla Madonna,
perchè gli ottenesse speciali conforti — nel suo
tramonto — a premio del gran suo lavorare e soffrire. Un mese più tardi, nello stesso Santuario, la
salma di Don Costa. magna riceveva le estreme onoranze, con la S. Messa
concelebrata dal Vicario Generale Don Parodi e vari
confratelli, le buone parole del caro Don Pollarolo, i suffragi di tutti i
poveri del Villaggio e dei confratelli, cui rivolgo e di cuore un rinnovato ringraziamento per la grande carità usata
al caro Don Costamagna durante la lunga, penosa
infermità. Ne è certo stato contento anche il ven. Fondatore Don Orione e non mancherà di propiziarne
speciali ricompense a tutto il Villaggio. Don Giuseppe
Zambarbieri in “Atti e Comunicazioni” anno XXII, n. 1 – gennaio – febbraio
1968, pp. 9s
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