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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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C (103) Campanelli Nazareno fra Bernardino |
da Forìo d'Ischia (Napoli), morto a Savignano Irpino (Avellino) il 16 dicembre 1986, a 59 anni di età, 43 di Professione e 33 di Sacerdozio. Venne accolto nel piccolo seminario di Sant'Oreste (Roma). Indossato a Tortona l'abito sacro (8.8. 1939) terminò i corsi ginnasiali a Buccinigo d'Erba (Como). Fece il suo noviziato nell'anno 1942 - '43 a Villa Moffa, dove professò la prima volta nella festa dell'Assunta 1943. Sempre a Villa Moffa completò il liceo, donde passò tirocinante ed insegnante all'Istituto "San Filippo" di Roma. Aveva pronunciati i Voti perpetui il 15.8. 1949. Completata la teologia a Tortona nel periodo 1949 -1953, venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1953. Svolse le primizie del ministero sacerdotale tra gli handicappati a Napoli, in via Donnalbina, e nel 1957 a Messina tra gli orfani, anche quale consigliere di quell'Istituto. Nominato direttore a Pescara, vi trascorse gli anni di sacrifìcio e di attesa che prepararono l'attuale fioritura di bene. Nel 1964 venne destinato direttore e parroco della chiesa di "Santa Maria della Croce" in Foggia, rimanendovi sino al 1975, quando gli fu affidata la parrocchia della "Madonna Pellegrina" ili Sulmona (L'Aquila) e successivamente nell'ottobre 1978 quella di "Ognissanti" nel quartiere Appio dì Roma. Nell'autunno 1984 divenne parroco e poi direttore a Savignano Irpino, nella Casa Pensionato dove lo ha colto improvvisa la morte, che a lui non dovette riuscire inattesa, date le condizioni di salute, dalle quali fu provato negli ultimi anni. Ebbe il dono di una attraente predicazione e di un facile approccio con le persone, che gli servì molto nell'adempimento dei suoi doveri pastorali e nella convivenza all'interno delle comunità religiose che lo ebbero superiore. Il 24 marzo 1950 aveva pronunciato il giuramento per la difesa della povertà. Fu argomento caro al suo apostolato la fedeltà al Papa, al cui amore, nel suo ministero sacerdotale, indirizzò la zelante cura a servizio specialmente dei giovani e delle anime, nel solco di carità illuminato dagli esempi del nostro Fondatore. Atti e comunicazioni della Curia Generale, novembre dicembre 1986
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