|
Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
|
P (86)
Pattarello Giovanni Valdastico Pisano Cesare (Frate Ave Maria)
|
da Genova-Bolzaneto, passato al Signore il 1° giugno 1989 nel Piccolo Cottolengo di don Orione in Genova Castagna, a 88 anni di età, 48 di professione religiosa e 65 di sacerdozio. Quando don Guglielmo passò dal ministero diocesano alla congregazione di don Orione, aveva una età piena di esperienze — era nato il 30 marzo 1901 — avendo servito il Signore nel ministero pastorale della sua diocesi, prima a Quezzi Genova come viceparroco (1924-26), a Mascena di Bergagli, come rettore della succursale (1926-34), a Bergagli quale parroco e vicario foraneo (1934-50). Entrato tra noi a Paverano l'11 luglio 1950 — col beneplacito del suo arcivescovo, il compianto card. Giuseppe Siri — passò subito al noviziato a Villa Moffa (1950-51) dove anche professò nella festa della Mater Dei l'11 ottobre 1951, rinnovando poi i Voti a Fano (1951-55) e nel Piccolo Cottolengo di San Remo (1955-60). Qui svolse ministero di assistenza religiosa e di guida spirituale, esplicata in seguito anche a Carbonia, nella nostra parrocchia, e poi nella casa del Giovane operaio a Genova Rivarolo (1962-83) e tra le assistite e suore del Piccolo Cottolengo di Paverano, donde passò a quello di Genova Castagna. Era stato ordinato sacerdote, nella sua Genova, il 20 luglio 1924 e portò nel suo spirito il frutto della propria formazione seminaristica, prediligendo la predicazione, il culto liturgico, le cose della chiesa e quanto riguarda il sacro ministero. Seppe superare le naturali difficoltà, che presenta il passaggio dalla vita ministeriale in diocesi alla obbedienza religiosa: amò don Orione e la sua Opera offrendo se stesso nel servizio umile, generoso e perseverante, anche nell'inferiore sacrificio per corrispondere alla vocazione a vita più perfetta che confidava di sentire in cuore come voce di Dio. Alla quale si sforzava e rallegrava di essere fedele, riconoscente a superiori e confratelli, che lo avevano accolto con tanta fraterna carità.
Atti e comunicazioni della Curia Generale, maggio agosto 1989
|