|
Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
|
P (86)
Pattarello Giovanni Valdastico Pisano Cesare (Frate Ave Maria) |
da Reggio Calabria, morto a Reggio Calabria il 17 ottobre 1991, a 92 anni di età, 72 di Professione e 68 di Sacerdozio. Riposa nel cimitero di Condera a Reggio Calabria. Era nel novero dei primi nostri missionari in Sud America, dove si recò inviatovi dallo stesso Don Orione il 23 dicembre 1924 con D. Saponara, Don Salvatore Salvatori, Don Cesare Di Salvatore e Don Nazareno Orzi. Nato il 14 dicembre 1898, rimase orfano del terremoto 1908 e fu raccolto e portato alla Colonia di Monte Mario in Roma il 20 luglio 1910, dove conobbe il Beato Don Orione che gli vestì l'abito il 16 maggio 1915, appena compiute le elementari (1910-14) e lo inviò a Tortona e poi a Villa Moffa dove completò il ginnasio (1915-19), e compì il noviziato con la prima professione religiosa il 20 luglio 1919. Liceo e teologia li frequentò, assistendo i giovinetti e lavorando nella Colonia S. Maria a Roma (1919-23). Nel 1924 era direttore dei probandi a Tortona, quando Don Orione lo mandò in Brasile: fu subito viceparroco in San Paolo all'Aquiropita (1925-29), insegnò nell'istituto di Cavea (1929-33), fu parroco in Nicteroi a sacco San Francisco (1934-36), vice nuovamente parroco all'Aquiropita di S. Paolo (1936-42) e poi parroco (1942-50). Nel 1948 si trovava in Italia: quando tornò resse il Santuario di Fatima in Rio de Janeiro, poi fu direttore del seminario dell'Opera in Paraiba do Sul (1950-53) e parroco. Nel 1958 ebbe forti problemi di salute e venne operato in San Paolo, per riprendere poi il suo lavoro nel Santuario di Rio. Eletto consigliere nella Città dei ragazzi di Rio Claro nel 1962, lo stesso anno dovette per salute tornare in Italia, dove si fermò in Reggio Calabria, dal 1962 al 1965. Volle però e chiese di ritornare in Brasile, lavorando a Niteroi, a San Paolo e in Brasilia. Fu costretto però ancora e cedere alle proprie condizioni fisiche, per le quali sin dal 1951 egli diceva a Confratelli che ormai la sua missione in Brasile era finita. Aveva scritto al superiore D. Zambarbieri "Non chiedo niente, chiedo solo di fare la volontà di Dio, di essere utile più che sia possibile alla Congregazione e alle anime." Mite e zelante, fervoroso e sereno, tornò definitivamente in Italia nel 1969, trascorrendo il resto della sua vita presso il Santuario S. Antonio e l'orfanotrofio di Reggio Calabria, coronando la sua longevità con i meriti della pazienza, del ministero delle anime, della preghiera. Atti e comunicazioni della Curia Generale, settembre – dicembre 1991
|