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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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P (86)
Pattarello Giovanni Valdastico Pisano Cesare (Frate Ave Maria)
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da Tresna (Polonia), morto all'ospedale di Bytom (Polonia) il 14 maggio 1972, a 67 anni di età, 42 di professione e 36 di sacerdozio. Entrato in Congregazione il 30 agosto 1926, ricevette l'abito religioso l'anno seguente da Don Biagio Marabotto. Dal 1931 al 1939 fu in Italia. Dopo il noviziato nel probandato di Tortona, sotto la guida di Don Ottavi, completò gli studi teologici a Genova, presso l'Istituto Brignole Sale e il 6 giugno 1936 veniva ordinato sacerdote dal Vescovo di Tortona, Mons. Melchiori. Dal 1936 al 1939 fu nella chiesa di Ognissanti a Roma coadiutore del parroco Don Risi, ed alla fine di agosto del 1939, pochi giorni prima dello scoppio della guerra, tornava in Polonia. Era presso la famiglia quando i tedeschi con la loro avanzata gli impedirono di unirsi ai confratelli, per cui si fermò nella parrocchia d'origine. Con abiti borghesi, non cessò mai dal portare il suo conforto agli ammalati: di nascosto amministrava il battesimo, la estrema unzione, ascoltava moltissime confessioni. Nonostante le difficoltà degli anni di occupazione riuscì a far arrivare pacchi di viveri sia a confratelli sia ai suoi parrocchiani che si trovavano nei campi di concentramento. Molti giovani che gli furono vicini in quegli anni ed uno dei suoi nipoti, Don Giuseppe, chiesero di far parte della Congregazione: di questi, otto sono oggi sacerdoti. Lo stesso suo buon esempio ebbe influsso sulle giovani, delle quali almeno una dozzina sono tra le Suore di Don Orione. Finita la guerra, dal 1945 al 1948 venne nominato Direttore della Casa di Zdunska Wola, dove si prestò all'assistenza degli orfani di guerra e più tardi organizzò il Probandato: fu pure fino al 1958 Consigliere provinciale. Da Zdunska Wola passò a Izbica Kujawska ed edificò i confratelli ai quali seppe nascondere le sue sofferenze ed il male che lo aveva afflitto. Pochi giorni prima di morire, concelebrando la sua ultima Messa con il Direttore provinciale, ne suggerì a Don Batory l'intenzione: « Perché si compia unicamente la volontà del Signore ». "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia" "Don Orione" n. 8 - 1 giugno 1972
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