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V
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Sante
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Sac. Giovanni Vanoli
Passato al
Signore nell’istituto Don Orione in Avezzano (L’Aquila), il 24 agosto 2004, a
85 anni di età, 66 di Professione religiosa e 60 di sacerdozio.
Stava concludendo il suo 60° anno giubilare di sacerdozio
curandosi la salute in una delle case teatro del suo apostolato orionino e
caritativo: Avezzano, quando la chiamata del Signore lo raggiunse il 24
agosto, per ricevere e festeggiare in cielo il premio della sua fedeltà
religiosa e sacerdotale.
Era nato il 5 giugno 1919 ad Affori, allora comune
autonomo fino al 1923, oggi Rione della città di Milano. Secondo di quattro
figli di Giuseppe e Angelina Allara, fu battezzato il 10 agosto successivo e
cresimato il 28 novembre 1928 a Moncalvo Monferrato (Asti), dove la famiglia,
nel frattempo, s’era trasferita. Al termine delle elementari qui compiute, il
Prevosto, notandone il desiderio e la volontà di darsi a Dio, lo indirizzò al
“Paterno” di Tortona, dove lo accolse Don Carlo Sterpi, il 1 novembre 1930.
Espletato il corso ginnasiale tra Tortona e Montebello
(’30-’34), frequentò il collegio San Giorgio di Novi Ligure (Alessandria), conseguendo
l’abilitazione magistrale (’34-’36). Passò poi al noviziato di Bra Bandito,
concludendolo con la Professione religiosa (1 settembre ’37), nelle mani di
Don Orione, che già gli aveva imposto l’abito religioso il 29 agosto ’31.
Indi fu destinato al tirocinio presso il San Filippo Neri di Roma Appio,
assistente e insegnante alle elementari fino al ’40.
Gli studi teologici, a causa della guerra, li compì nelle
case di Genova Camaldoli, al Boschetto e a Rosano di Casalnoceto (’40-’43),
dove venne ordinato il 18 settembre 1943, per mano di Mons. Domenico
Melchiori, Vescovo di Tortona. In precedenza emise la Professione perpetua
davanti a Don Carlo Pensa, il 29 maggio ’42, a Genova. Dopo l’ordinazione
riprese gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana (’43-’45),
conseguendo la licenza in sacra Teologia. In seguito si perfezionò nelle
Facoltà di lettere nelle Università di Roma e Torino. Gli studi furono
integrati dall’insegnamento negli istituti del San Filippo a Roma e a Villa
Moffa di Bra, fra i quali fece la spola, fino al ’48. Nel ’46 ebbe l’incarico
di apertura del probandato di Camucia–Cortona (Arezzo).
Dal ’49 al ’55 gli fu affidata la direzione del Villaggio
del Fanciullo a Palermo, con scuole di avviamento professionale e parrocchia.
Diresse poi a Roma la Casa dell’Orfano in Trastevere (’55-’61), e quella di
Avezzano (L’Aquila) (’61-’67), prodigandosi ovunque con sacrificio e senza
risparmio alla formazione civile e religiosa dei giovani ivi accolti,
valorizzando le sue doti e capacità umane e sacerdotali per ben cinque
lustri.
Cambiò poi apostolato con la direzione della nuova casa
di riposo a Savignano Irpino (Avellino) fino al ’75, restandovi poi come
vicario e parroco nella parrocchia di San Nicola fino al 1983, passando, con
le stesse mansioni al Centro Don Orione di Monte Mario a Roma, dove resse la
parrocchia Mater Dei (’83-’87).
In seguito fu prodirettore ad Arnesano (Lecce) (’87-’90),
direttore a Reggio Calabria (’90-’93), vicario a Foggia Incoronata (’93-’95)
e dal ’95 al 2004 era residente nella comunità di Palermo fino all’andata ad
Avezzano dove il Signore l’attendeva. Durante il suo lungo servizio svolse
anche l’incarico di Consigliere provinciale della Provincia religiosa romana
cui apparteneva, dal ’58 al ’67.
Intelligente, aperto e schietto, amabile e discreto, Don
Vanoli si fece amare ed amò tutti: il Signore, la Madonna, la Congregazione,
i confratelli e le anime incontrate nel suo lungo apostolato. Era felice e lo
ricordava spesso, d’aver incontrato Don Orione e d’aver attinto dai suoi
esempi ed insegnamenti la via per farsi santo: facendo sempre, del bene a
tutti. Ebbe la gioia di presenziare, pur nelle condizioni precarie di salute,
in Piazza San Pietro, il 16 maggio u.s., alla canonizzazione di Don Orione, ,
col vivo desiderio di presto incontrarlo in Paradiso.
I
funerali si sono svolti il 25 nella chiesa dell’istituto ad Avezzano, e nel
pomeriggio a Savignano Irpino dove, dopo una sosta alla casa di riposo per
una benedizione, la salma giunse nella parrocchia di San Nicola per la Messa
funebre concelebrata da vari confratelli, presieduta dal Vicario provinciale
Don Angelo Cordischi e dal parroco del luogo Don Vincenzo, presenti la
sorella Vincenzina, vari nipoti e numerosi fedeli. La salma è poi stata
accompagnata processionalmente e tumulata, come da sua volontà, nel cimitero
di Savignano Irpino (AV)
(dagli
"Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia")
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