Figli della Divina Provvidenza (FDP)

A  B  C  D  E  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  Z

ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

V (28)

 

Vacchetta Domenico

Valentini Guerrino

Valeri Umberto

Vallauri Sebastiano

Valle Julio Jorge

Vallesi Angelo

Valletta Luigi

Vanoli Giovanni

Vanzetto Gianni

Vecchio Francesco

Velo Giuseppe Luigi

Veneziano Santo

Venturelli Giovanni

Vergari Antonio

Verghelli Glicerio Bruno

Viconi Vittorio

Viel Armando

Vighi Secondo

Vigo Giuseppe

Villa Mario

Villanova Francesco

Villari Antonino

Viola Dante

Visgarra Mamerto Juan

Visintin Carlo

Volpe Gennaro

Volpini Michele

Volpini Sante

      Sac. Volpini Sante

   da Abbadia S. Salvatore (Siena), morto a Tortona (Alessandria) il 2 maggio 1945, a 57 anni di età, 16 di Professione e 33 di Sacerdozio. Riposa nel cimitero di Tortona.

 

Primo rettore al Santuario della Madonna della Guardia a Tortona (AL) (1931/1945)

( sul volume; "Il Santuario - Basilica Madonna della Guardia - Don Orione - Tortona" cenni storici a cura di don Giuseppe Rigo, 1992)

     Al 12 settembre, festa del Nome di Maria, il Santuario ha il suo primo Rettore nella persona di Don Sante Volpini (1897-1945), originario di Abbadia S. Salvatore (Siena), sacerdote pio, umile e devoto della Madonna. "E' il piccolo Don Santino — è Don Orione che lo presenta ai confratelli — Quando si fermeranno delle grandi automobili di lusso e i signoroni, che ne discenderanno per visitare il Santuario, chiederanno del rettore, si vedranno comparire Don Santino, il piccolo Don Santino, rettore del grande Santuario della Madonna della Guardia. Egli ha le gambe corte perché è piccolo, ma la carità del Signore non cura ostacoli e moltiplica i passi. E sapete come m'è venuta l'idea? L'ispirazione mi è venuta ricordando il giorno dell'inaugurazione, quando, trovandomi in Chiesa dal lato destro, vidi Don Santino che, seduto modestamente, con una mano sulle ginocchia, dopo aver confessato alcuni, attendeva là, fermo al suo posto, che altri venisse a confessarsi. Il confessionale era ora frequentato, ora deserto; la gente andava e veniva, ma Don Santino era sempre lì ad attendere, e sembrava invitare la gente col suo contegno modesto e raccolto, proprio come — se è lecito usare un paragone così grande, parlando di uno così piccolo — nostro Signore sta aspettando nel Santo Tabernacolo giorno e notte chi si avvicini a tenergli compagnia. Così Don Santino stava lì ad aspettare anime"