Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

F (40)

 

Falappi Giovanni

Falardi Angelo Giuseppe

Fantin Luigi

Fantini Oreste

Farabegoli Mario

Farinasso Giovanni

Farronato Eliodoro

Fattor Mario

Favarato Luigi

Fazzino Sebastiano

Fedeli Mario

Felici Ulderico

Ferlito Sebastiano

Ferracci Angelo

Ferracci Umberto

Ferrarese Orfeo

Ferrari Antonio

Ferrari Cesare

Ferrari Giuseppe

Ferreira Maurilio Luiz

Ferretti Silvio

Ferri Celso

Ferrini Matteo

Ferronato Eliodoro

Fijalkowski Leone

Filia Salvatore

Filippi Francesco

Filippini Arturo

Fiori Giuseppe

Florian Giulio

Foglia Giuseppe

Fogliarino Edmondo

Formentin Bruno

Fragoli Antonio

Francalancia Basilio

Franchetto Armando

Frette Marciano

Frigerio Juan Carlos

Froli Marcello

Frosi Albino

Sac. Luigi Favarato 

     da Arzergrande (Padova), passato al Signore il 16 giugno 1989 nel Piccolo Cottolengo di Santa Maria La Longa (Udine), a 77 anni di età, 54 di professione religiosa e 47 di sacerdozio.

     Alunno dell'Istituto Camerini Rossi dell'Opera a Padova dal 1926 — era nato il 24 settembre 1912 — nel 1928 desiderò seguire don Orione e venne accolto a Tortona la vigilia della festa della Madonna della Guardia, ricevendo poi l'abito santo a Voghera l'8 settembre per mano dell'arciprete don Biscaldi. Completò il ginnasio e il liceo negli Istituti di Voghera e Tortona, aggregato alla schiera dei "carissimi" con sede a san Bernardino.

Ammesso al noviziato (1934-35), professò la prima volta a Villa Moffa il 15 agosto 1935 nelle mani di don Sterpi, vicario di don Orione allora in sud America; qualche mese dopo partì con altri confratelli per l'Argentina dove lavorò per dodici anni a Lujan, Claypole e Victoria (Buenos Aires) per passare nel 1937 al santuario di Itati e di nuovo a Claypole e ancora a Itati.

Nel frattempo completava gli studi di Teologia: dopo i voti perpetui (22.6.1940), inizia il cammino verso il sacerdozio ricevuto a Mar del Plata da mons. Aragone il 22 febbraio 1942, mentre faceva l'insegnante e l'economo a Itati. Nel 1943-44 era cappellano a Barranqueras, nel 1944-48 a Santiago del Cile, nel 1948-49 ancora a Victoria. Le condizioni di salute e le istanze della mamma sua indussero poi i superiori a richiamarlo in Italia (23 novembre 1948), dove gli vennero affidati soprattutto compiti di amministrazione ed economia a Buccinigo, direttore a Vigevano (1949-1950), incaricato della tipografia agli Artigianelli di Venezia (1950-59) e di quella di monte Mario a Roma (1960-1970); passò poi anni consolanti sul monte Pellegrino di Palermo presso la grotta di santa Rosalia, nella Villa Joseph casa di riposo per anziani a Casamicciola di Ischia: motivi di salute infine lo fecero destinare prima a Venezia e poi a Santa  Maria La Longa (Udine).

Carattere aperto e gioviale, esatto e interessato nei suoi compiti, era rispettoso e di iniziativa, capace di generose fatiche: ai superiori si dichiarava "sempre contento della sublime via intrapresa": fu questo in realtà il dolce ideale che lo sostenne e guidò sempre nell'affetto inalterato a superiori e confratelli nella felice rallegrante consapevolezza di essere stato sempre molto benvoluto da don Orione, don Sterpi e don Pensa, i "padri" della sua vocazione.

Atti e comunicazioni della Curia Generale, maggio - agosto 1989