
Don ANTONIO FERRARI
da
Varana (Modena), morto a Nervi (Genova) il 10 settembre
1983, a 54 anni di età, 36 di professione e 26 di
sacerdozio.
Nato il
5 settembre 1929 a Varana (Modena), battezzato ivi il giorno 7 fu
sempre, a giudizio del suo Parroco don Vecchi, un fanciullo dei più
esemplari. Per questo, ultimate le scuole elementari a Montebaranzone di
Frignano, fu tosto indirizzato verso la nostra Congregazione, dato il
suo grande desiderio di salire l'altare e consacrarsi a Dio. Entrò di
fatto il 18 novembre 1941 a Montebello di Pavia per iniziare la scuola
media. Ultimata la prima classe a Vigevano, riuscì a saltare la seconda
e frequentare subito la terza in Buccinigo, ove compì il biennio
ginnasiale.
Segue
quindi nel 1946 - '47 il suo regolare anno di noviziato a Villa San
Biagio dì Fano, professando poi l'8 dicembre, festa di Maria Immacolata,
nella cappella della Villa Solari di Genova ove il noviziato era stato
trasferito.
Si reca
quindi a Bandito di Bra, per gli studi liceali e filosofici, giudicato
sempre nelle relazioni ottimo religioso, di coscienza, assai diligente,
è scelto per il tirocinio in uffici delicati di Segreteria al Piccolo
Cottolengo di Paverano in Genova.
Sensibile alle necessità del prossimo, caritatevole, espansivo lo
qualificano le relazioni dei superiori.
A
Genova inizia pure il corso teologico presso i Vincenziani nell'Istituto
di Brignole Sale, riportando costantemente negli esami classificazioni
lusinghiere, di poco inferiori al trenta.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1957 viene inviato nell'ottobre dello
stesso anno a Roma per l'anno di teologia pastorale.
Nel
1958 è di nuovo a Genova, al Paverano, come segretario.
L'anno
seguente è invece a Villa san Biagio di Fano, insegnante e assistente,
finché nel 1960 è richiamato al Paverano con la nomina di secondo
Consigliere del grande Istituto caritativo.
Da
allora la sua attività resta prevalentemente accanto ai poveri del
Piccolo Cottolengo. Si occuperà pure di vocazioni, dirigendo il centro
vocazionale di Via Carrara e sarà assiduo assistente del gruppo amici
con zelo pari al successo. Quanti elogi abbiamo ascoltato dai buoni
amici nei riguardi del piissimo Don Antonio !
Non
possiamo non segnalare una sua generosa domanda fatta il 24 luglio 1964
al Superiore generale Don Zambarbieri per essere inviato missionario nel
sud America. Era rimasto commosso e stimolato dalla lettera, come dice
lui stesso, nella lettera sugli ATTI.
Il Signore dispose diversamente: la sua vita continuò all'ombra del
Piccolo Cottolengo Genovese in mezzo ai suoi poveri e finalmente a
Bogliasco come direttore dell'Istituto di ricupero per minorati.
Umile, sereno, servizievole, lasciò ovunque un esempio di mitezza, di
pronto servizio, di fedeltà alla Congregazione. Parve quasi presago
della prossima fine che sempre attendeva con pace e fiducia in Dio
improvvisamente dopo un lungo servìzio di ministero al confessionale a
Ortonovo, rientrato incontrò con gioia quel Dio cui aveva consacrato con
tanto ardore la sua intera vita.
Atti e
Comunicazioni della Curia Generalizia
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