Figli della Divina Provvidenza (FDP)

A  B  C  D  E  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  Z

ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

F (40)

 

Falappi Giovanni

Falardi Angelo Giuseppe

Fantin Luigi

Fantini Oreste

Farabegoli Mario

Farinasso Giovanni

Farronato Eliodoro

Fattor Mario

Favarato Luigi

Fazzino Sebastiano

Fedeli Mario

Felici Ulderico

Ferlito Sebastiano

Ferracci Angelo

Ferracci Umberto

Ferrarese Orfeo

Ferrari Antonio

Ferrari Cesare

Ferrari Giuseppe

Ferreira Maurilio Luiz

Ferretti Silvio

Ferri Celso

Ferrini Matteo

Ferronato Eliodoro

Fijalkowski Leone

Filia Salvatore

Filippi Francesco

Filippini Arturo

Fiori Giuseppe

Florian Giulio

Foglia Giuseppe

Fogliarino Edmondo

Formentin Bruno

Fragoli Antonio

Francalancia Basilio

Franchetto Armando

Frette Marciano

Frigerio Juan Carlos

Froli Marcello

Frosi Albino

Sac. Umberto Ferracci

da Vallecorsa (Frosinone), passato al Signore nel Policlinico “Gemelli” di Roma il 7 giugno 1996, a 64 anni di età, 41 di professione religiosa e 35 di sacerdozio.

Un intimo profondo sentimento di adorazione dei divini voleri dominava il cuore dei circa cinquanta sacerdoti, delle molte religiose  di altri Istituti e dei fedeli  che gremivano la Chiesa “Mater Dei” a Monte Mario durante i solenni riti esequiali, presieduti dal Direttore generale della Piccola Opera, in suffragio dell’anima di questo carissimo Confratello, strappato ai nostri affetti, contro ogni possibile previsione, sei mesi soltanto dalla tanto dolorosa dipartita di suo fratello Don Angelo, e a più d’un anno di quella del fratello Michele.

Sopravvissuti, con la sorella, alla tragica scomparsa, per bombardamento aereo, dei loro genitori nel 1944, essi avevano trovato rifugio, aiuto, educazione presso i Figli di Don Orione, ai quali avevano offerto, in tempi e modi diversi, corrispondenza cordiale e collaborazione.

Don Umberto - pur maggiore d’età - aveva vissuto recentemente, con angoscia nel cuore, la dipartita dei due fratelli minori. Ma quest’angoscia ha finito di ferirne inguaribilmente il cuore, che ha ceduto, fino a raggiungerli nella pace di Dio.

“Grazie di cuore - aveva scritto il 6 febbraio u.s., al Direttore generale Don Simionato -, grazie per le parole che ha scritto e detto nella morte di Don Angelo e, soprattutto, per la sua presenza tra noi: è stato di grande conforto per me e per i miei familiari sentire, nella sua persona e nella presenza di tanti Confratelli, tutta la Famiglia Orionina. Anche Don Angelo, che tanto ha amato la Congregazione e la sua missione, implori dal Signore su Lei e sugli altri Superiori abbondanza di bene e coraggio apostolico...”.

In questa lacrimata circostanza, e anche per lui, i Figli dell’Opera e quanti lo hanno conosciuto possono ripetere che Don Umberto  “ha tanto amato la Congregazione”.

E’ la lode più semplice, riassuntiva di tutta la sua vita, che possiamo riferire al carissimo Confratello, definito, nei giudizi dei Superiori e Confratelli, “sereno, mite, delicato e generoso, esemplare e laborioso, fervente nella pietà, coscien-zioso nell’obbedienza, osservante, rispettoso, accondiscendente.”.

Un’attività senza rumori, la sua, seria in ogni atteggiamento della vita religiosa, pronto al sacrificio, nel silenzio e nell’obbedienza.

Nato il 23 agosto 1932 e accolto come orfano al San Filippo di Roma il 18 febbraio 1945, compì il ginnasio nel probandato di Patrica (1946-1949), il noviziato nella Colonia Santa Maria in Roma (1950-51), con prima professione l’11 ottobre 1951 e voti perpetui lo stesso giorno del 1957. A Villa Moffa fece il liceo, (1951-1954), coronato da abilitazione magistrale, e,  dopo la teologia fatta in Tortona (1957-1960), venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1961.

Ebbe l’obbedienza di essere direttore, vocazionista e insegnante a Grotte di Castro (1962-1968), economo a Roma presso i Mutilatini (1963), direttore a Villa Moffa (1970), incaricato del Centro  Italiano Addestramento Cinematografico (CIAC) a Monte Mario (1972-74), direttore al Piccolo Cottolengo di Napoli (1975-80),  direttore degli orfani in Via della Camilluccia in Roma (1981-83), Vicario ed economo a Napoli (1984-86), direttore a Terracina (1987-92), Direttore spirituale dei Chierici teologi dell’Opera a Monte Mario (1993). Ultimamente era stato designato anche collaboratore spirituale del  Movimento “TRA NOI”.

Sin da giovane aveva accusato qualche debolezza fisica, che non gli aveva tuttavia impedito l’osservanza assidua della vita religiosa e l’adempimento dei suoi doveri, in ilarità santa di spirito e in coscienziosa esplicazione  dei suoi doveri.

L’amore a Don Orione e alla Congregazione ne guidò costantemente l’attività e i pensieri, trovando in esso luce e conforto per il suo spirito e indicazioni sicure per la guida di chierici, suore e fedeli, che egli amò e diresse nello spirito, paternamente, nel Signore.

dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia" maggio agosto 1996