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Fratel
Marco Andretta
da Albaredo
(Treviso), morto a San Francisco de Cordoba (Argentina) il 23 settembre 1964,
a 59 anni di età e 18 di Professione.
Don Giuseppe Zambarbieri su: Atti e comunicazioni della Curia
generale, da Tortona, 3 ottobre 1964:
La scomparsa del fratello coadiutore Marco Andretta. A renderci
sempre più fedeli, più vigilanti e soprattutto persuasi che tutto è sempre
secondo un misterioso disegno della Divina Provvidenza, ecco un'altra morte
improvvisa nella nostra famiglia, quella dell'ottimo hermano Marco Andretta,
che da tanti anni si prodigava nelle Case dell'Argentina ed era stato
carissimo al venerato Fondatore Don Orione. Aveva sessant'anni ormai, ma era
instancabile nel lavoro tra i poveri, cui si donava con particolare
entusiasmo e con quel caratteristico suo culto del decoro, della proprietà e
pulizia. Che splendore la cappella e la casa di S. Francisco de Cordoba, il
Piccolo Cottolengo, dove lo avevo incontrato la prima volta due anni fa e poi
ancora nello scorso aprile, sempre edificato soprattutto - per le
caritatevoli premure che il buon hermano Marco aveva per ognuno,
particolarmente per i suoi vecchietti, i «buoni figli», tanto a lui
affezionati e riconoscenti!
Soffriva di cuore, ma nessuno avrebbe pensato che dovesse mancare così
presto. Aveva lavorato come al solito, anche in quella che fu l'ultima sua
giornata, e la sera si era trattenuto amabilmente col Padre De Marco che dal
Piccolo Cottolengo di Montevideo era passato in visita a S. Francisco de
Cordoba. Al mattino, l'insolito suo ritardo a scendere per la meditazione
preoccupò il Direttore, il caro Padre Lorenzetti, che mandò a vedere. Colpito
da una crisi di cuore, l'hermano Marco era agonizzante nel suo letto. Si fece
appena in tempo per i Sacramenti e il fedelissimo, instancabile servitore dei
poveri il 23 settembre tornava piamente a Dio per ricevere la sua mercede...
Ho sentito come non mai, e fatto mio, il rimpianto di tutti i confratelli
dell'Argentina, dove il caro hermano era universalmente apprezzato e
benvoluto, e mentre mi pare doveroso additare a tutta la Congregazione
l'esempio davvero edificante di una intera vita spesa, in letizia, accanto ai
poveri e ai derelitti — considerati ed amati quali autentici «padroni»,
immagini vive di Cristo - chiedo suffragi per l'anima benedetta nonché a
conforto dei Confratelli, delle Suore, dei vecchietti e «buoni figli» di S.
Francisco.
Forse ancora non possono credere che l'hermano Marco non debba tornare, e
stanno sempre aspettando il fratello buono, che era tanto comprensivo,
attento, materno con tutti.
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Da:
Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia:
Il 23 di settembre scorso moriva improvvisamente a
San Francisco di Cordoba (Argentina), dove era incaricato di quella Sezione
del «Piccolo Cottclengo di Don Orion », il nostro carissimo Confratello
Fratel MARCO ANDRETTA. Aveva 60 anni e da oltre trenta era tra i Figli di Don
Orione.
E' caduto sulla breccia, dopo avere consacrato tutto se stesso, fino
all'ultimo momento, in una dedizione commovente al servizio dei poveri e
degli ammalati. Colpito da commozione cerebrale gravissima, al termine della
sua ultima giornata di lavoro, passava a ricevere il premio della sua grande
carità.
Il P.Giovanni Lorenzetti, che aveva fatto in tempo ad amministrargli
l'Olio degli infermi, comunicando al Superiore Generale la dolorosissima
notizia della scomparsa del caro Hermano Marcos, ha scritto fra l'altro: ...«
E' morto come desiderava: più volte aveva manifestato il desiderio di morire
senza molta malattia, per non dare molestia ai confratelli! E si direbbe che
presagisse la morte; quella stessa mattina aveva detto: morirò presto!... ».
Da tempo non sì sentiva bene; specialmente soffriva alta pressione che
raggiungeva i 220 e i 230 gradi, nonostante le cure che stava facendo.
Vestito dell'abito talare e cotta, fu esposto, in camera ardente, nella
chiesa dell'Istituto. Fu un vero accorrere dì pubblico durante il giorno e
ancora durante tutta la notte seguente. Il povero Hermano Marcos era molto
conosciuto e stimato non solo come infermiere assiduo, ma anche come
sacrestano diligente, come ortolano e solerte incaricato dei servizi
domestici della casa.
Per i poveri poi era un vero padre e fratello, vigilante e provvido perché
loro non mancasse nulla.
La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nella casa che difficilmente
potrà essere ricolmato.
Il giorno 25 settembre il Rev.mo Don Alpeggiani, Vicario Provinciale, giunto
da Buenos Aires, cantò Messa di corpo presente e poi, con Don Chiarini,
accompagnò la salma del caro Hermano a Claypole, dove venne tumulata nel
Cimitero privato del Piccolo Cottolengo, dove, prima di essere destinato a
San Francisco, per oltre vent'anni, il fratello Marcos, si era prodigato
eroicamente per i poveri.
***
Era nato nel 1904 a ALBAREDO, piccolo paese
di Treviso, non lontano, da Castelfranco, da famiglia contadina, numerosa e
profondamente cristiana. Dopo avere compiuto il servizio militare nel corpo
dei bersaglieri, come molti altri suoi conterranei, il buon Marco Andretta
era andato a cercare pane e lavoro nella lontana Argentina. Colà era stato
assunto quale incaricato della cucina de « los peones » (manovali) della
Estancia del Signor Anchorena, a Chapadmalal, non lontano da Mar del Plata.
Era conosciuto per la sua dirittura e rettitudine.
Colà udì parlare di Don Orione e della sua opera e si sentì mosso a seguirlo,
incorporandosi nella sua Congregazione...
Quando, nel 1934, Don Orione giunse in Argentina, Marco Andretta lavorava in
qualità di cuoco nella comunità degli Orionini del Collegio della Sacra
Famiglia
Dire del suo zelo, anzi della sua passione per i Poveri,
si deve dire quasi lo inverosimile, tanto era diligente, assiduo, sacrificato
perché nulla mancasse ai Poveri, perchè i locali brillassero per la pulizia.
Durante molti anni fu incaricato del padiglione dei bambini, tutti minorati e
vari anche paralitici.
E' incredibile il lavoro che seppe compiere il caro Hermano Marcos durante
quegli anni. Tutte le mattine doveva lavare letteralmente e completamente in
vasca apposita con acqua tiepida, almeno una dozzina dì quei poveretti,
cambiarli e lasciarli nel loro letticciuolo tutto rinnovato, candido e
profumato 'sì, anche profumato... anche a questo pensava l'hermano Marcos!).
E poi all'ora del pranzo e della cena a organizzare i migliori degli
assistiti che dovevano aiutarlo ad «imboccare» i paralitici, gli incapaci!...
e poi lavare i pavimenti. Allora Fratel Marco era agile e robusto, ma
sopratutto era animato da uno spirito di sacrificio instancabile!...
Il padiglione era normalmente di 24 posti, ma, trattandosi di bambini, i
lettini potevano anche stringersi un poco, tanto più che le domande erano
molte e pressanti!... e quindi le presenze arrivavano alle volte anche a
trenta!
E tutto faceva, a tutto pensava l'hermano Marcos! Di giorno e di notte!
E anche allo spirituale pensava!... Trovava il tempo per insegnare il
catechismo, così come poteva farsi intendere da quei poveretti senza
intendimento!!... Ad un piccolo sordomuto era riuscito, a forza di segni e di
figure didascaliche, a inoculare tale fede e amore a Gesù Sacramentato, che
poi quel poveretto, dopo fatta la Prima Comunione, piangeva se non gli si
dava la Comunione tutti i giorni.
E con che diligenza e proprietà sapeva preparare l'altarino su cui il
sacerdote deponeva il Santissimo per distribuire poi la Comunione!
Sarebbe lungo e impossibile dire tutto il bene fatto ai Poveri e a costo di
quanti sacrifici. Questo non lo sapeva dire neppure Lui, tanto vi si era
abituato, ma ora in Cielo ha senza dubbio trovato quale patrimonio di meriti
si è per quelli guadagnato !
La sua vita si risolvette in tre sostanziali AMORI:
DON ORIONE; LA CONGREGAZIONE; I POVERI !
J.D.
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