Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

  

 

A (38)

 

Abalos Americo Miguel

Acevedo Juan

Achramiej Piotr

Acquaotta Serafino fra Umile

Adaglio Giuseppe

Adobati Egidio

Aggio Angelo

Agustin Esteban

Albera Paolo

Albergucci Roberto

Albertazzi Dalmazzo

Alexandre Geraldo Pedro

Alferano Carlo

Alice Andrea Giuseppe

Aliprandi Eugenio

Allione Vincenzo

Alonzo Tomas

Alpeggiani Luigi

Álvarez Martìnez Miguel

Alves Camilo Josè

Alvigini Giambattista

Ambrus Juan

Ancelliero Giorgio

Andreani Pietro

Andreos Mansueto

Andretta Marco

Andriollo Giovanni

Andrysiewicz Vincenzo

Antonello Fedele

Antoniewicz Stanislaw

Anzolin Benedetto

Argenti Giuseppe

Arlotti Francesco

Arrue Peiro Antonio

Aureli Giuseppe

Azzalin Mario

Azzaro Giuseppe

Azzoli Paolo

 

     Sac. Antonello Fedele

       da San Martino di Lupari (Padova), morto a Voghera (Pavia) il 4 settembre 1986, a 80 anni di età, 57 di professione e 47 di sacerdozio.

L'imponente plebiscitaria manifestazione di affetto e di cordoglio of­ferta dalla popolazione di Fumo - Corvino San Quirico (Pavia) durante i riti funebri presieduti dal nostro Direttore generale Don Terzi e dalla folta schiera di clero diocesano e di confratelli e religiose convenuti da molti istituti maschili e femminili dell'Opera, ha espresso la larghissima stima che questo nostro confratello ha saputo meritarsi negli otto lustri da lui trascorsi, quale coadiutore e rettore, nel bel Santuario della Madonna di Caravaggio, eretto nel 1938 - '39 dalla pietà del Canonico Don Arturo Perduca con l'aiuto determinante della Piccola Opera, che vi applicò la fatica indu­striosa e sacrificata dei suoi giovani religiosi.

Il Beato Fondatore Don Orione in persona si era interessato nel 1928, perché l'aspirante Fedele Antonello venisse accettato e il 5 settembre di quell'anno lo indirizzò con sua lettera al maestro idei novizi Don Cremaschi a Villa Moffa di Bra. Qui Antonello compì regolare noviziato (1928 - '29), al termine del quale, nella festa dell'Immacolata del 1929, professò la pri­ma volta a Sanremo, nel Convitto San Roniolo.

Aveva allora già 23 anni, essendo nato a S. Martino di Lupari (Pa­dova) il 23 settembre 1906, e dopo aver trascorso qualche anno di ginnasio nel seminario di Treviso, lasciato per il dover patrio del servizio militare. I Voti perpetui li emise l'8 settembre 1933. Appartenne alla benemerita e prediletta sezione dei « carissimi », che lavorarono nella costruzione del Santuario della Guardia in Tortona. Già prima della ordinazione sacer­dotale passò, tirocinante e assistente dei giovani, a Sanremo (1930 - '31), San Beverino Marche (1933 - '36), nell'incipiente orfanotrofio "Buda" di Castel-nuovo iScrivia (1937 - '38).

Negli anni 1939 - '46 — dopo l'ordinazione sacerdotale (29 giugno 1939) — Don Antonello lavorò nell'Istituto Colonia S. Antonio di Cuneo, donde venne assegnato nel 1946 al Santuario della Madonna di Caravaggio a Fumo di Casteggio (Pavia).

Qui, all'ombra della Madonna e in un impegnato servizio di culto e di abbellimento del Santuario mariano si è consumata, per quarant'amii, la vita di questo caro confratello ricco di pietà, eli semplicità, di zelo, modello di come il buono spirito possa, e debba, supplire la limitatezza di altre doti di cultura o di abilità pratiche. Della sua delicatezza, della sua pa­zienza e mitezza, della sua discrezione e del suo incantevole candore sono in moltissimi a testimoniarlo. Merita un ricordo tutto particolare il suo amore verso i più piccoli, gli umili, la sua carità generosa, la sua saggezza e la disponibilità al servizio, sempre e dovunque, specie per il diffìcile ministero delle confessioni. Con la sua fatica quotidiana è riuscito ad ar­ricchire il Santuario con le belle opere sociali — già tanto auspicate dal can. Perduca — cioè: la scuola materna, la Casa del giovane e la Casa di riposo. La serenità e l'umile donazione di sé brillano nella sua corrispon­denza con i Superiori che ha per unico, vivace argomento, la gioia pei trionfi .della Vergine Santissima. Don Terzi l'ha definito con felice espres­sione: « II Fedele della Madonna ».

   Atti e comunicazioni della Curia generale, luglio - ottobre 1986