Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario)  

 

 

A (38)

 

Abalos Americo Miguel

Acevedo Juan

Achramiej Piotr

Acquaotta Serafino fra Umile

Adaglio Giuseppe

Adobati Egidio

Aggio Angelo

Agustin Esteban

Albera Paolo

Albergucci Roberto

Albertazzi Dalmazzo

Alexandre Geraldo Pedro

Alferano Carlo

Alice Andrea Giuseppe

Aliprandi Eugenio

Allione Vincenzo

Alonzo Tomas

Alpeggiani Luigi

Álvarez Martìnez Miguel

Alves Camilo Josè

Alvigini Giambattista

Ambrus Juan

Ancelliero Giorgio

Andreani Pietro

Andreos Mansueto

Andretta Marco

Andriollo Giovanni

Andrysiewicz Vincenzo

Antonello Fedele

Antoniewicz Stanislaw

Anzolin Benedetto

Argenti Giuseppe

Arlotti Francesco

Arrue Peiro Antonio

Aureli Giuseppe

Azzalin Mario

Azzaro Giuseppe

Azzoli Paolo

 

 

 

 

 

 

 

 

Servo di Dio, Asp. ARRUÉ PEIRÓ Antonio,

 

da Calatayud (Spagna), ucciso dai rivoluzionari in odio alla fede in  Valencia (Spagna) nel 1936, a 28 anni di età.

 

Nacque il 4 aprile 1908, da modesta famiglia di artigiani. Nel 1923 gli morì la madre, nel 1926 una sorella e, il 22 agosto 1928, morì improvvisamente anche il padre. Antonio, orfano e abbandonato dai parenti, ai vent’anni passò un periodo di desolazione terribile. Arrivato a Valencia, nel 1931, incontrò il Padre Riccardo Gil che lo prese con sé.

Era un giovane serio, pio, di sacrificio e lavoratore, di poche parole. Padre Gil, conoscendo il suo desiderio e ritenendolo idoneo ad entrare nella Congregazione, lo presentò a Don Orione: “Vorrei condurlo più tardi a Tortona, poiché vuol essere della Piccola Opera Divina Provvidenza. Sono persuaso della di lui vocazione, e spero che faccia una buona riuscita. È orfano di padre e madre, alto e forte, di buona memoria, pittore e amante di cose di religione”. Per 5 anni, Antonio perseverò come aspirante nella vita di pietà e di dedizione al prossimo, prodigandosi nella carità domestica cui schiere di poveri ricorrevano fiduciosi.

Quando il 3 agosto 1936, Antonio, rientrando a casa, vide che i miliziani comunisti stavano arrestando il Padre Gil, egli non esitò, gli corse incontro e volle rimanere con lui. Lo caricarono sulla medesima carretta e lo portarono a El Saler. Poi, al vedere il Padre cadere sotto la raffica dei fucili, Antonio gli balzò accanto per sorreggerlo; una guardia gli fracassò il cranio con il calcio del fucile. Con Padre Gil, Antonio Arrué condivide il cammino della Causa di beatificazione.

 

memoria il 3 agosto