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 Sac. Giovanni Loreto D'ATTILIA
da Salisano (RI) 10 dicembre
1909 è morto a Roma Monte Mario il 10 aprile 2009, Venerdì Santo, a 99 anni
di età, 78 di Professione Religiosa e 70 di Sacerdozio.
Il Missionario
Tornato alla Casa del Padre il Venerdì Santo 10 aprile 2009, presso il
"Centro Don Orione" di Monte Mario a Roma, a 99 anni d'età, 78 di
Professione religiosa e 70 di sacerdozio.
Era il terzo dei figli di Filippo e di Giuseppina Lupi, famiglia povera,
laboriosa, credente e semplice. Nacque il 10 dicembre 1909 a Salisano,
piccolo paese collinare in provincia di Rieti e diocesi di Poggio Mirteto. Fu
battezzato il 6 febbraio 1910 e cresimato a Salisano il 19 settembre 1916
dove completò pure la scuola elementare prima di andare a studiare due anni
nel collegio dei Figli di Maria Immacolata a Genova; tornato in famiglia,
aiutò nei lavori di campagna, sempre desiderando di farsi missionario,
nonostante il muro quasi insuperabile della povertà.
Nell'estate 1929, un religioso Francescano al quale serviva la Messa nel
periodo estivo - chiedendogli se gli piaceva andare da Don Orione, rispose
affermativamente e il 15 ottobre 1929 andò all'appuntamento fissatogli a Roma
in Via Sette Sale. Fu accolto dallo stesso Fondatore che lo presentò ai
chierici studenti riuniti in refettorio, rifocillandolo e parlando loro delle
missioni. La sera stessa proseguì per Tortona, accolto da Don Sterpi, che lo
assegnò subito al gruppo dei "Carissimi" che integravano studio e
lavoro. Qui completò la IV e V ginnasio, lavorando alla costruzione del
santuario della Madonna della Guardia, facendo poi il noviziato (1930-31)
concluso con l'emissione dei primi voti nelle mani di Don Orione, il 16
febbraio 1931
II giorno seguente salpò da Genova sul "Conte Grande" insieme ad
altri 4 missionari per il Sud America, giungendo a Victoria il 5 marzo successivo,
accolto con calore dal P José Zanocchi, superiore della missione, allora
composta da soli sei sacerdoti. Fece subito il tirocinio a Mar del Plata e
Tres Algarrobos nella "pampa", assistente e insegnante alle
elementari. 54 bimbi vivaci, figli di pescatori di Ischia e della Galizia.
Ottenuto il diploma di maestro con esame di Stato, nel 1933 fu trasferito
a Victoria, sempre come insegnante e assistente; studiava filosofia sotto la
guida di Don Dutto ed aiutava nella costruzione del collegio che Don Orione
stesso, giunto nel 1934, inaugurò. Venne nominato direttore della comunità,
anche se era ancora chierico di voti perpetui. Infatti aveva professato in
perpetuo il 13 gennaio dello stesso anno. Dal 1935 al 1938 fece
contemporaneamente gli studi di teologia sotto la guida di Don Zanocchi e Don
Dutto, verso la fine dei quali, come gli predisse Don Orione - fu richiamato
in Italia per essere ordinato sacerdote.
Nell'ottobre '38, su ordine telegrafico del Fondatore, s'imbarcò sul
"Nettunia", giunse a Napoli. Il 7 dicembre, su invito di Don
Orione, era a Milano alla posa della prima pietra del nuovo Cottolengo con la
presenza del Cardinale Ildefonso Schuster.
Dopo l'ultima e intensa preparazione a Villa Moffa e Tortona, con una
breve visita natalizia ai genitori, il 19 febbraio 1939 fu ordinato sacerdote
da Mons. Melchiori, nel Santuario della Madonna della Guardia, avendo come
"assistente" lo stesso Don Orione che il giorno seguente lo
accompagnò nella prima Messa dalle Suore Sacramentine del "Groppo"
II 12 marzo 1939, con lo stesso "Nettunia" fece ritorno in Sud
America con un nuovo gruppo di 15 confratelli missionari destinati al Brasile
e all'Argentina. Tornato a Mar del Plata, oltre all'insegnamento, curò la costruzione
della nuova scuola per avviamento al lavoro "Fabio Tavelli" e della
chiesa che diverrà parrocchia, divenendone poi il primo parroco dal 1943 al
1946. Inviato a Itati, direttore, parroco ed economo, completò la costruzione
del nuovo grande santuario mariano diocesano affidato alla Congregazione,
terminandolo giusto in tempo per il 50° dell'incoronazione della Patrona,
come voleva il Vescovo Francisco Vicentin, grande amico dell'Opera e di P
Benito Anzolin, morto anzitempo durante i lavori.
Dal 1950 al 1952 fu a Victoria, direttore e parroco; con le stesse
mansioni passò a Pompeya di Buenos Aires, prima di ottenere nel 1954 un anno
di riposo nella parrocchia romana di Ognissanti. Nuovamente in Sud America,
fu inviato a Montevideo in Uruguay con l'incarico di direttore e parroco del
"Patronato" comprendente varie opere caritative e di istruzione,
prodigandosi nei miglioramenti e ampliamenti sia delle opere che delle
persone, nello spirito e carisma orionino di fare il bene, sempre, a tutti
(1955-1964).
Tornato in Italia per assistere la madre inferma, collaborò per due anni
nell'economato generale in Curia e, nel 1966, rientrato in Argentina ebbe
l'incarico di economo provinciale a Buenos Aires e dopo la costituzione della
nuova Provincia "N S. de Itati" con sede a Córdoba, fu ancora
economo provinciale, oltre che direttore e parroco a Godoy Cruz - Mendoza
prima ((1968-1978), e vicario e incaricato del collegio dopo (1978-1985),
completando la costruzione del collegio "Valentin Bonetti" e la
chiesa de Los Andes posta a 4200 metri d'altitudine, in adempimento di un
voto di Don Orione.
Col ritorno definitivo in patria nel 1986 carico di meriti e con la salute
non più florida, Don Giovanni esercitò la sua buona "gana" (voglia)
d'essere ancora missionario a bene delle anime e di quanti lo avvicinavano,
col ministero dell'ascolto e della riconciliazione nella parrocchia di
Ognissanti a Roma fino al 2004, passando poi al Centro di Monte Mario per
motivi di salute.
Vale quale sintesi della sua vita la motivazione dell'onorificenza che il
Sindaco di Salisano gli consegnò in occasione dei suoi 98 anni. "I suoi
ideali di apostolato al servizio dell'umanità sofferente lo portarono in
Argentina per 57 anni, durante i quali fu pastore, apostolo, educatore e padre
amoroso di tanti giovani sfortunati. Fondò collegi e parrocchie, comunità e
asili per i bisognosi, portando fede e speranza ovunque i suoi ideali lo
condussero"
I funerali si celebrarono nella parrocchia "S. Maria Mater Dei"
a Monte Mario di Roma, il mattino del 13 aprile e nel pomeriggio nella chiesa
parrocchiale di Salisano dove, è stato tumulato accanto ai genitori.
Atti e comunicazioni della Curia Generalizia
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