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Figli della Divina Provvidenza (FDP) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Z ordine alfabetico per Cognome
Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) |
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D (47) |
da Ortona Carrito (L'Aquila), morto a Noto (Siracusa) il 22 ottobre 1984, a 48 anni di età e 30 di Professione. Riposa nel cimitero di Carrito (AQ) Una banale caduta, mentre svolgeva i suoi umili uffici di casa, gli ha procurato un irreversibile trauma, che ne ha provocato poche ore dopo la morte. Era nato a Garrito (L'Aquila) il 16 giugno 1936 e si era aggregato allo stuolo dei nostri aspiranti coadiutori nella Casa di Montebello (Pavia) l'11ottobre 1950. Dopo l'anno di noviziato (1953 - '54) fatto a Montebello, aveva professato l'11ottobre 1954 e, in perpetuo, il 17 dicembre 1960. Compiti nel frattempo i corsi di avviamento professionale, era stato destinato a Villa Moffa come autista e aiutante in quella azienda agricola. Accogliendo il desiderio dei Superiori, spontaneamente partiva per l'Argentina il 16 ottobre 1967. Lavorò soprattutto a Claypole (Argentina) per dodici anni, e poi a Cordoba, sempre nei Piccoli Cottolengo, con spirito sensibile, sincero, aperto, disponibile, temprato alla rude fatica, contento di collaborare in umile fraternità. Comunicando la sua morte, il Vicario generale Don Gemma ha così scritto di lui ai confratelli. «Del fratello Vittorio Di Nicola potrei dirvi tante cose. Gli sono stato vicino durante gli anni della mia permanenza a Villa Moffa, ben undici, e lo ricordo come uno sgobbone insuperabile, un vero "facchino" alla Don Orione, sempre sereno, sempre disponibile e amico di tutti. Un orionino temprato, anche per la sua origine abruzzese, alla rude fatica, contento di collaborare all'andamento della casa religiosa, umile e senza pretese. A Villa Moffa, ricordo, era amico di tutti, sia degli addetti alla cascina, sia dei chierici, sia degli insegnanti, sia dei buoni amici di Bandito. Poi ed anche questo è segno della sua disponibilità varcò l'oceano per andare a lavorare in Argentina. Si era affezionato al lavoro del Piccolo Cottolengo eli Cordoba, ma non oppose resistenza quando, circa tre anni or sono, gli fu detto di ritornare in Italia. So solo che, in quell'occasione, soffrì assai e lo confidava a me che fui il primo a incontrarlo dopo il suo rientro da oltreoceano. Ma, come sempre, non fece drammi. Nemmeno quando gli fu chiesto di andare a Noto in Sicilia. E' venuto al convegno ultimo dei fratelli qui a Roma ed anche in questa occasione si è distinto per la sua semplicità e serenità. La famiglia dei fratelli perde un ottimo rappresentante: e questo mi dispiace. Ma il Signore sa quello che fa e noi adoriamo i suoi disegni. E chissà che il buon Dio, in cambio di fratel Vittorio che ci ha tolto, non ci doni altre buone vocazioni al ramo dei coadiutori e degli eremiti. Glielo chiediamo, offrendo per questo anche il dolore che sentiamo per il distacco improvviso. Caro fratel Vittorio, vivi in Dio ! E ricordati di noi presso il Signore ». Atti e comunicazioni della Curia Generalizia
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