Figli della Divina Provvidenza (FDP)

A  B  C  D  E  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  Z

ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

D (47)

 

Da Rech Giuseppe

Da Silva Antonio Aparecida

Dabrowski Bronislaw

Dabrowski Edmund

D'Addio Raffaele

Dal Lago Ottorino

Dalla Bà Dino

Dalla Costa Giacomo A.

Dalla Libera Aldo

Dalla Libera Giovanni

Dalle Nogare Giuseppe

Danna Giuseppe

Dapra Cesare

D'Attilia Giovanni

De Angelis Arsenio

De Bona Oliveira Antonio

De Carvalho Geraldo Cruz

De Franca Vianna Augusto

De Paoli Angelo

De Rosa Benito

De Vido Giovan Battista

Defrancesco Francesco

Degiampietro Gustavo

Del Grosso Berardo

Del Rosso Domenico

Delfino Filippo

Dellalian Giovanni

Demarco Roberto

Demontis Cesare Fra Pacomio

Di Clemente Dionisio

Di Giusto Giosuè

Di Iorio Luis

Di Nicola Vittorio

Di Pietro Francesco

Di Stefano Candido

Dobosz Francesco

D'Odorico Renato

Dominguez Ramon

Dondero Giuseppe

D'Onofrio Cesare

D'Onorio De Meo Giovanni

Doria Luigi

Dos Santos Jose Carlos

Draghi Domenico

Drzewiecki Franciszek

Durante Gerardo

Dutto Giuseppe

Sac. Filippo DELFINO

  Tornato al Signore nel Piccolo Cottolengo di Seregno (Milano) il 12 giugno 2003, a 81 anni d’età, 65 di Professione religiosa e 55 di sacerdozio.

            Secondogenito di Luigi e di Maria Pairasso, nacque a Dronero, al centro di quella che i piemontesi chiamano per antonomasia “provincia granda” (Cuneo), il 3 novembre 1921. Ebbe altri nove fratelli e sorelle. Crebbe in ambiente familiare e sociale sereno, anche se povero, vivificato da profonda fede. Apprese le nozioni scolastiche elementari e della dottrina cristiana, che fecero germogliare in lui il desiderio di consacrarsi a Dio.

            Fu accolto al San Bernardino di Tortona, da don Galimberti, il 2 gennaio ’34, ed ebbe la grande consolazione di ricevere il santo abito dalle mani di Don Orione, nella festa della Madonna della Guardia ’34. Fece con profitto il ginnasio di “fuoco” tra Tortona, Ortonovo e Voghera (’34-’36); passò poi a Villa Moffa di Bra dove, sotto la guida di Don Cremaschi si preparò fervorosamente all’emissione dei primi voti di povertà, castità e obbedienza, il 7 novembre 1937. Fece poi due anni di liceo a Tortona e il terzo a Bra, dove conseguì la maturità. Passò quindi al tirocinio, insegnante e assistente dei probandi di Buccinigo e Montebello (’40-’43).

            Dai Superiori fu inviato a Roma all’Istituto Divin Salvatore per gli studi superiori. Frequentò i corsi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana (’43-’47), ottenendo la licenza “bene probatus” in teologia e, nel 1950, la laurea con la tesi: “Partecipazione dei fedeli al santo sacrificio della Messa”. Sempre a Roma, emise la professione in perpetuo il 2 luglio ’45, ricevette gli ordini sacri e infine il Presbiterato (19-07-1947), dal Vicegerente mons. Luigi Traglia.

            Dopo le primizie sacerdotali fu assistente ecclesiastico dei giovani ad Ognissanti e insegnante nel vicino Istituto San Filippo Neri, fino al 1955. Nel frattempo continuò gli studi universitari allo “Studium Urbis”, conseguendo la laurea in lettere e filosofia, che lo abilitava all’insegnamento negli istituti parificati.

Dopo aver diretto per un triennio l’Istituto S. Cuore di Anzio per l’assistenza a ragazzi mutilatini, nel ’58 gli fu affidata la direzione del nuovo probandato di Grotte di Castro (Viterbo), prodigandosi con generosità e fiducia nella divina Provvidenza, pur nelle difficoltà, alla formazione e cura dei giovani aspiranti alla vita religiosa, speranza e avvenire della congregazione. Dal ’64 al ’68 insegnò ai chierici liceali di Villa Moffa di Bra e fu responsabile dell’anno di propedeutica a Tortona. Nel triennio ’68-’70 passò direttore e preside dell’istituto “Berna” di Mestre (Venezia). Tornato a Villa Moffa, divenne direttore e preside del nuovo liceo parificato “S. Tommaso” legalmente riconosciuto, fino al 1975.

La stima e fiducia di confratelli e superiori lo portarono alla direzione della Provincia religiosa di “San Marziano”, con piena dedizione, senso di responsabilità, contatti religiosi e umani con confratelli e laici, amore alla congregazione e apertura alle nuove missioni; dopo vari contatti col mondo orientale e col Kenya, optò per il Madagascar, con attività pastorali, educative e assistenziali verso i più poveri (’75-’82).

Dopo il governo provinciale, esercitò l’ufficio di parroco nella nuova parrocchia in periferia di Pavia, dedicata al Beato Luigi Orione, da poco beatificato (26-10-1980). Diresse ancora il Piccolo Cottolengo di S. Maria la Longa (Udine) dal ’84 al ’90; fu vicario ed economo al “Berna” di Mestre (’90-’96), e direttore della casa di riposo per anziani nel paese natale di Don Orione: Pontecurone.

Nel ’99, per motivi di salute si trasferì a Seregno, sua ultima residenza, lieto di offrire la sua disponibilità umana, relazionale e ministeriale agli ospiti e ai fedeli dell’annesso santuario di Maria Ausiliatrice, tanto caro ai Seregnesi.

Aperto, gioviale, intelligente, di retta intenzione, seppe donare e fruttificare i suoi talenti  per il bene della Chiesa, della Congregazione e delle anime. Curò la sua vocazione con la fedeltà alle virtù carismatiche orionine: preghiera personale e comunitaria, raccoglimento, carità fraterna, servizio zelante, adesione amorosa alla volontà di Dio: suggello di multiforme attività, ma soprattutto di una vita spesa alla gloria di Dio e al bene delle anime.

I funerali si svolsero a Seregno al mattino del 16 giugno e al pomeriggio al paese natìo, dove, accanto ai suoi cari riposa nella pace di Dio.

(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia")

 

 

 

Lo spirito armonizzatore di don Filippo, testimonianza di don Ignazio Terzi, Speriore Generale Emerito

Gli anni dell'adolescenza e della formazione, testimonianza di don Giuseppe Tirello

Don Delfino maestro di vita e di fede, testimonianza di Don Gino Moro

L'esperienza di Direttore Provinciale, testimonianza di don Mario Bai

Don Delfino, confratello e amico. testimonianza di don Nello Tombacco

Un'infanzia con Don Filippo, testimonianza di Teodoro Del Borrello

Lo spirito di Don Filippo nel cuore del Madagascar, testimonianza di Marie Goretti Razanakolona

Sii sempre buona, anzi... molto buona!, testimonianza di Giovanna Mavio

Se senti ancora amore..., testimonianza di Enza Manfredi

Se il Papa scala le vette alpine, posso farlo anch'io, testimonianza di Bruno Chinellato

Un acuto maestro, capace di osservare le piccole cose, testimonianza di Andrea Cagnin

In memoria di don Filippo, testimonianza di Giacomo Previdi

Lettera di don Filippo Delfino a Giacomo Previdi