Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

D (47)

 

Da Rech Giuseppe

Da Silva Antonio Aparecida

Dabrowski Bronislaw

Dabrowski Edmund

D'Addio Raffaele

Dal Lago Ottorino

Dalla Bà Dino

Dalla Costa Giacomo A.

Dalla Libera Aldo

Dalla Libera Giovanni

Dalle Nogare Giuseppe

Danna Giuseppe

Dapra Cesare

D'Attilia Giovanni

De Angelis Arsenio

De Bona Oliveira Antonio

De Carvalho Geraldo Cruz

De Franca Vianna Augusto

De Paoli Angelo

De Rosa Benito

De Vido Giovan Battista

Defrancesco Francesco

Degiampietro Gustavo

Del Grosso Berardo

Del Rosso Domenico

Delfino Filippo

Dellalian Giovanni

Demarco Roberto

Demontis Cesare Fra Pacomio

Di Clemente Dionisio

Di Giusto Giosuè

Di Iorio Luis

Di Nicola Vittorio

Di Pietro Francesco

Di Stefano Candido

Dobosz Francesco

D'Odorico Renato

Dominguez Ramon

Dondero Giuseppe

D'Onofrio Cesare

D'Onorio De Meo Giovanni

Doria Luigi

Dos Santos Jose Carlos

Draghi Domenico

Drzewiecki Franciszek

Durante Gerardo

Dutto Giuseppe

  Sac. Gerardo DURANTE

Da Rio San Martino – Scorzé (Venezia), passato al Signore in Genova-Castagna il 10 dicembre 1999, a 85 anni di età, 61 di professione religiosa e 52 di sacerdozio.

Figlio della laboriosa terra veneta, e di famiglia numerosa – vi era nato il 15 settembre 1914 -, prima di essere accolto a 18 anni, il 13.09.1932, nel nostro seminarietto di Campocroce di Mirano, aveva fatto una prova nel Seminario vescovile di Treviso, che ne rilasciò attestato di “pietà semplice, di condotta ottima e di buona volontà negli studi, anche se purtroppo il profitto non corrispose all’applicazione”.

E’ questo il giudizio che si rinnoverà in tutto il corso dei suoi studi, ma che ne spiega insieme la volonterosa, affaticata sua ascesa verso il compimento della vocazione. Più che uno studioso, infatti, in Congregazione, fu un lavoratore, un generoso che seppe affrontare le difficoltà, donando sempre tutto quello di cui era capace. Come, del resto, apprese via via dal Beato Padre fondatore, che ebbe la gran fortuna spirituale di conoscere bene e frequentare, ammirandone direttamente lo spirito di facchinaggio religioso e gli insegnamenti spirituali, negli anni belli trascorsi in Casa Madre di Tortona, quando appartenne anche al gruppo dei “carissimi” che lavoravano alla costruzione del Santuario della Guardia.

Dal venerabile Don Sterpi, poi, nel corso del ginnasio in Tortona (1934-36), completato a Genova Castagna – ricevette il santo abito (28.08.1934) e, dopo il noviziato a Villa Moffa, sotto la guida – che riteneva grazia grande – del Padre Maestro Don Giulio Cremaschi (1937-38) e il tirocinio di regola tra gli orfani di Venezia, fece a Tortona il liceo (1938-40) e la teologia (1943-47), ricevendone via via gli Ordini sacri, coronati dal Presbiterato, nella festa di San Pietro, il 29 giugno 1947.

L’indole raccolta e lontana dal chiasso movimentato e la disposizione a rendersi utile, soprattutto in campo pratico, determinarono il cammino del caro Confratello, che ebbe le obbedienze per un lavoro generoso, quasi costantemente nella città di Genova, sede del suo vivere ed operare sin dal 1947. Qui diede il meglio di sé, in un servizio volonteroso e calmo, specialmente a vantaggio delle umili creature accolte, in sofferenza e ritiratezza, nella Casa di Don Orione alla Castagna. In una sua nota conservata, dice di se stesso: “ Mansione mia? Tutto fare “, anche se in realtà, ebbe l’incarico di Direttore (1969-75 a Genova Borzoli e 1979-86 a Genova Castagna), di Vicedirettore (1975-79 e 1986-91) e, in tutti questi anni, anche di economo della Casa. Era contento di consumarsi tra i semplici e gli umili; sorrideva quando gli si parlava d’altri incarichi o di missioni: “In questa casa – diceva – siamo come in missione, l’importante è dare a tutti e a ciascuno di questi nostri buoni figli, quello che serve per il bene delle loro anime…”.

Amò molto la nostra Famiglia religiosa, godendo, con umile consolazione, dei suoi sviluppi, lieto di realizzare la propria vocazione in maniera consona con le sue capacità e superando, nel corso degli anni, le difficoltà del suo carattere, come – confidava agli inizi – la ripugnanza all’assistenza di taluni settori caritativi e la stessa paura nel campo della predicazione, che lo metteva in agitazione.

I suoi parenti lo ricordano come “Uomo intraprendente e tenace che ha messo tutte le sue capacità al servizio degli altri unitamente ad una grande fede.”. E i confratelli, annunciandone la nascita al cielo, lo ricordano così: “Dopo lunga sofferenza, coronata da una forte presenza di Fede, ed esprimendo fino alla fine che in tutto e per tutto ‘Solo Cristo vincerà’, ha raggiunto la Casa del Padre, lui che per più di cinquant’anni ha “servito negli uomini il Figlio dell’Uomo”, come gli aveva insegnato Don Orione”.

E’ bello notare che il Direttore che lo accolse quale studente lavoratore a Genova Castagna, nel 1936-37, è Don Francesco Drzewiecki, ultimamente salito agli onori degli altari con la Beatificazione, insieme ad altre vittime di Dachau.

Da. "Atti e comunicazioni della Curia generalizia"