Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

D (47)

 

Da Rech Giuseppe

Da Silva Antonio Aparecida

Dabrowski Bronislaw

Dabrowski Edmund

D'Addio Raffaele

Dal Lago Ottorino

Dalla Bà Dino

Dalla Costa Giacomo A.

Dalla Libera Aldo

Dalla Libera Giovanni

Dalle Nogare Giuseppe

Danna Giuseppe

Dapra Cesare

D'Attilia Giovanni

De Angelis Arsenio

De Bona Oliveira Antonio

De Carvalho Geraldo Cruz

De Franca Vianna Augusto

De Paoli Angelo

De Rosa Benito

De Vido Giovan Battista

Defrancesco Francesco

Degiampietro Gustavo

Del Grosso Berardo

Del Rosso Domenico

Delfino Filippo

Dellalian Giovanni

Demarco Roberto

Demontis Cesare Fra Pacomio

Di Clemente Dionisio

Di Giusto Giosuè

Di Iorio Luis

Di Nicola Vittorio

Di Pietro Francesco

Di Stefano Candido

Dobosz Francesco

D'Odorico Renato

Dominguez Ramon

Dondero Giuseppe

D'Onofrio Cesare

D'Onorio De Meo Giovanni

Doria Luigi

Dos Santos Jose Carlos

Draghi Domenico

Drzewiecki Franciszek

Durante Gerardo

Dutto Giuseppe

Sac. DE VIDO GIOVAN BATTISTA

   da San Vito di Cadere. (Bellurie), passato al Signore in Claypole di Buenos Aires (Argentina) il 19 gennaio 1989, a 87 anni di età, 50 di professione reli­giosa e 45 di sacerdozio.

    Nato il 2 Febbraio 1902, trascorse la sua giovinezza in famiglia, perché, dopo la morte prematura del padre, rimase, ancor giovane, a capo di un numeroso gruppo di tre famiglie unite, che gestivano attività agricole, una segheria, un'azienda di trasporto con i mezzi di allora, i cavalli. Nel 1934, all'età di 32 anni, morta anche la mamma, potè soddisfare il desiderio di darsi a Dio e, insieme al suo pievano, il defunto nostro confratello don Attilio de Lorenzo, entrò nell'Opera a Tortona. Essendo il Beato don Orione in Argentina, lo accolse il Servo di Dio don Sterpi: era il 1 dicembre 1934. Don Sterpi stesso gli diede l'abito religioso il 28 ottobre 1936, mentre don De Vido faceva le prime classi, quale "carissimo", con gli altri compagni raccolti nella Casa dietro il Santuario in San Bernardino. Al termine del noviziato (a Villa Moffa 1937-38) fece la prima professione religiosa, il 15 ottobre 1938, seguita da quella perpetua fatta a Tortona e ricevuta da don Sterpi l'8 dicembre 1941. Finito il liceo a Villa Moffa, iniziò la teologia in Casa Madre di Tortona (1940-41) e fu ammesso agli ordini sacri; coronati dal sacerdozio per mano di Mons. Melchiori, Vescovo di Tortona, il 3 ottobre 1943. I primi anni del suo sacerdozio li trascorse in mansioni varie, soprattutto addetto in aiuto e servizio filiale di don Sterpi, che proprio in quegli anni sofferse perché colpito da paresi, e poi nei compiti di economato.

    Nel 1946 chiese di recarsi a lavorare fuori Italia in Argentina: vi giunse il 31 gennaio 1947 e venne destinato nella Casa di via Carlos Pellegrini, dove dieci anni prima aveva tenuto propria sede il Beato don Orione, dal 1934 al 1937. Qui don De Vido trascorse tutti i suoi anni, quasi custode delle memorie del Padre Fondatore e, in particolare, della cappella ove amici, benefattori e tanti fedeli entrano a pregare e a ricordare don Orione. Fin al 1985 fu come il factotum di Carlos Pellegrini. Le condizioni di salute indussero i superiori a destinarlo nel Piccolo Cottolengo di Claypole. Custodiva in cuore le corroboranti memorie degli anni trascorsi vicino a don Orione e a don Sterpi e ai primi e più anziani dell'Opera. Nel luglio 1971 aveva avuto la consolazione di rivedere i luoghi della sua giovinezza, i parenti e amici tutti di San Vito. «Mi sono sforzato», diceva, «di studiare la storia, i costumi, la lingua degli argentini e ho cercato di assimilare il loro modo di vivere: e alla fine è subentrato l'affetto per l'Argentina, favorito soprattutto dal carattere della popolazione».

                   Atti e comunicazioni della curia generale, gennaio aprile 1989