Figli della Divina Provvidenza (FDP)

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ordine alfabetico per Cognome

 

 Necrologio Figli della Divina Provvidenza (ricordati nel giorno anniversario) 

 

D (47)

 

Da Rech Giuseppe

Da Silva Antonio Aparecida

Dabrowski Bronislaw

Dabrowski Edmund

D'Addio Raffaele

Dal Lago Ottorino

Dalla Bà Dino

Dalla Costa Giacomo A.

Dalla Libera Aldo

Dalla Libera Giovanni

Dalle Nogare Giuseppe

Danna Giuseppe

Dapra Cesare

D'Attilia Giovanni

De Angelis Arsenio

De Bona Oliveira Antonio

De Carvalho Geraldo Cruz

De Franca Vianna Augusto

De Paoli Angelo

De Rosa Benito

De Vido Giovan Battista

Defrancesco Francesco

Degiampietro Gustavo

Del Grosso Berardo

Del Rosso Domenico

Delfino Filippo

Dellalian Giovanni

Demarco Roberto

Demontis Cesare Fra Pacomio

Di Clemente Dionisio

Di Giusto Giosuè

Di Iorio Luis

Di Nicola Vittorio

Di Pietro Francesco

Di Stefano Candido

Dobosz Francesco

D'Odorico Renato

Dominguez Ramon

Dondero Giuseppe

D'Onofrio Cesare

D'Onorio De Meo Giovanni

Doria Luigi

Dos Santos Jose Carlos

Draghi Domenico

Drzewiecki Franciszek

Durante Gerardo

Dutto Giuseppe

Aggregato Coadiutore Daprà Cesare

  da Pracorno (Trento), morto a Pizzocorno (Pavia) il 21 giugno 1955, a 69 anni di età 

Riposa nel cimitero di Sant'Alberto di Butrio, frazione di Ponte Nizza (Pavia)

A Pracorno aveva compiuto gli studi elementari e, nel 1904, ricevuto la Prima Comunione. Come in genere gli abitanti del luogo, conosceva tanto l'italiano che il tedesco.

Fece il militare in Austria per tre anni; poi fu richiamato alle armi e vi trascorse tutto il periodo della guerra '15-'18.

Tornato da soldato visse in famiglia, facendo un po' da contadino e un po' da muratore, sino al 1922, epoca in cui divenne giardiniere della Duchessa Civelli. «Era di molta pietà e ricco di spirito religioso» scrisse di lui il Parroco di Caldès.

Accolto da Don Orione a Tortona, entrò in Congregazione il 22 ottobre del 1928; fu Don Orione pure ad indossargli il santo Abito religioso, il 29-8 del 1929.

Prestò la sua opera a Tortona, a Novi; pensava a tutti i lavori più umili, si prodigava in silenzio, con vero spirito religioso, nutriva grande amore alla preghiera. Era tanto buono e pio.

Dal '38 al '46 fu a Genova Quarto. Dopo il noviziato passò a Milano, nella Casa del Piccolo Mutilato, poi a Novi; infine a S. Alberto di Butrio, ove trascorse l'ultimo tempo della vita attendendo ai lavori dei campi ed alla stalla.

Si fece ovunque, stimare ed amare da tutti. A tutti fu, nella sua semplicità ed umiltà, di edificazione e di esempio.

Il 21 dello scorso giugno mentre attendeva al suo lavoro, periva tragicamente in seguito ad infortunio, a Sant'Alberto di Butrio, in provincia di Pavia.

dal Bollettino: "La Piccola Opera della Divina Provvidenza", novembre dicembre 1955